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Quarto Canto Della Eterna Estate
Scritto da Domenico De Ferraro
Categoria: Narrativa - fantasy/fantascienza
Scritto il 11/07/2018, Pubblicato il 11/07/2018 18.37.24, Ultima modifica il 11/07/2018 18.37.24
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QUARTO CANTO DELLA ETERNA ESTATE

DI DOMENICO DE FERRARO



Tra tisici fiori che recisi nelle radici cercano la loro naturale espressione ,come giorni pigri portati in altri lidi , limpidi e sua-denti , simili ad un gioco di verbi cangevoli . Tra onde e mari infiniti. Nuotare nella propria ragione che annega in sogni dispersi in lieti silenzio. Lei aveva un aspetto assai serio e diceva d’essere un fiore tra malvagie ortiche , erbaccia spuntata tra le radici della morte età. Ed ella si fermò a riposare al sole , ma quel sole che bruciava sulla pelle le suscitava una voglia insana, lei che bella non era mai stata. Figlia della sorte e di mille avventure. Aveva sempre cercato di rubare marito alle sue amiche , di trovare un anima a lei gemella, ma la gente le diceva sei una poca di buona e lei alzava la gonna impettita e si metteva in mostra . Era chiara come l’acqua del mare, che scivola sulla pelle ed il sole le bruciava le ciglia, ignara d’essere sola su una spiaggia infinita . Dentro una fossa , alla foce di un fiume che in piena porta con se tutto il male del mondo. Carcasse di animali , espiate colpe , guerrieri antichi che remano contro corrente che combattono draghi ed animali malvagi. Lei ammirava in disparte, senza spogliarsi al sole di giugno. Lei dentro il sole che splende di grazia che innanzi ad una croce cerca la pace. E bella le appare la santa vergine l’implora in disparte . La fede era la sua forza , che emerge con gli anni della maturità . Era alta ed aveva un piccolo sedere. Due seni goffi. Una boccuccia rosea simile al colore delle fragole. Era cresciuta dentro un basso con due cani ed un uccello fatato. Sapeva parlare ad ogni animale ed amava un uomo che aveva un pene lungo due metri. L’amava di nascosto , si accoppiava con lui sotto le stelle della bella estate. Dentro il mare che bagna e che ti trasporta dove tramonta il sole . Le voci del tempo.
La gioia di vivere. La bella Ofelia. Principessa era il suo nome di grazia adunca di gran linguaggio. Vestale effimera che attizza il fuoco nel braciere al santo votivo. Viveva in miseria di amori senile, con gran tirannia legava al suo carro l’accidia.
Mi sei apparsa un bel giorno davanti ad un immagine sacra
Ero io che vivevo di sogni ?
Mi hai preso per il bavero e buttato in un fosso
Forse era l’amore che ti rideva dietro
Non era giunta l’ora per morire
Passeggiando insieme , abbiamo vissuto mille vite
Mi turbi con le tue illusioni
Mi cerchi nel buio
Non avevo il telefono per chiamarti
Non m’importa
Vivo con te
Dentro o fuori di me
Dentro un gioco che corrode
Mi hai offeso con mille brutte parole
Mi hai trascinato nel fondo di un dire fallace
Voglio bere, acqua di fiume
Non mi tiro indietro
Facciamo un bagno
Non ho il costume
Facciamolo senza
Sotto il sole i due amanti si tuffano nel mare come delfini nuotano tra le onde che deste nella morte estate prepotente esplode den-tro gli animi . Estate , mi trascini per strade in festa , verso isole incantate nel miraggio di un amore impossibile in un altro viaggio fantastico che riscalda dentro un fragile bagliore , nella sera calma che avanza ed unisce i cuori ed il canto dell’uomo solo fuori il suo balcone che osserva la citta dall’alto . Lei era strana , forse bella, forse cosi cattiva da vendere il suo cuore ad un mercante arabo. Era alta , forse bassa forse estranea a tutti i fatti narrati. Ed il suo cuore batteva di ardente amore . Il viaggio, l’avventura, l’amore perduto. Nei suoi occhi potevi leggere la vita scorrere , scivolare nella sua mente, tra i suoi sogni potevi smarrirti. Cosa è la vita senza una donna d’amare da inseguire nei suoi sogni. Ed il mondo ruota in-torno ad una canzone che sale lentamente dai vicoli bui . L’estate brucia i giorni infausti. Brucia il ciclo delle stagioni. L’origine di un male che emerge dall’animo di chi sta seduto con i suoi pensieri ed evade nell’irreale.
Prendimi la mano, prendi questo mio cuore
Non posso ammazzare un amore cosi bello
Vorrei correre verso una fonte di vita
Dimmi dove possiamo vederci
Dentro questo sogno
Dentro di te
Dentro la verità che svela ogni mistero
Ieri ero folle , oggi sono uscito fuori di senno
Ricominciamo tutto da capo
Vorresti ritornare a cosa eri
Ero piccolo è verde
Ero una pulce d’acqua

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