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La preda
Scritto da waylander
Categoria: Altro
Scritto il 12/06/2018, Pubblicato il 12/06/2018 23.13.03, Ultima modifica il 12/06/2018 23.13.03
Codice testo: 126201823133 | Letto 54 volte

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Perseguitato da un urlo agghiacciante,
correva sulla cresta di un'onda di terrore
nell'oscurità punteggiata di luci
che ammantava campi e fattorie.

Pareva che le luci lontane lottassero invano contro le tenebre.

Si fermò a riprendere fiato,
non udiva più l'urlo.
Emise delle risatine di gioia.
Nel suo viso non c'era affatto preoccupazione,
ma qualcosa di peggio,
una maschera di stanchezza e di rassegnazione,
aveva l'aria di chi ha combattuto ai limiti del possibile
e aspetta il colpo di grazia.

Gli balenò l'idea di essere quasi in salvo.
Il silenzio divenne pesante e pareva rompersi come se fosse di vetro.
Il territorio stesso era silenzioso,
il mondo pareva trattenere il fiato.

Solo il vento gemeva fra gli alberi
penetrando fra i vestiti come un coltello tagliente.
Nell'aria balenò una luce rossa che bruciava gli occhi
e l'urlo lo avvolse nella sua gelida morsa
e fin dentro le viscere soffocandogli in gola le risatine isteriche.

Si voltò lentamente e incontrò il suo sguardo,
occhi di brace che lo impietrirono.
Perle di sudore ricoprirono il suo corpo,
un'ondata di gelo gli frantumò i pensieri,
il suo cuore si raggrinzì come carta pesta,

fu pervaso da un orrore infinito
che penetrò fin nelle più nascoste pieghe dell'anima
risvegliando ricordi ancestrali di puro terrore.

Il suo corpo ormai avvizzito
si ridusse in polvere
spazzata via da un gelido vento
che portò fin nelle più remote lande la lugubre risata
echeggiando a lungo in quel luogo desolato.
Un'altra preda era stata sua.

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