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IL GRANDE TOMMASO DA DUNKERQUE
Scritto da Nigel Mansell
Categoria: Narrativa - umoristico
Scritto il 14/09/2014, Pubblicato il 14/06/2018 09.16.17, Ultima modifica il 14/06/2018 09.16.17
Codice testo: 146201891617 | Letto 138 volte

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Il Grande Tommaso da Dunkerque


Chiunque abbia battuto la regione delle dune sabbiose del nord della Francia e frequentato l’alcolica e alquanto dissociante, ma davvero curiosa vita notturna di Dunkerque…
Anche l’anima più disperata, braccata fin quassù nelle Fiandre Occidentali, inseguita dai debitori, dagli esattori o da una moglie isterica accompagnata da figli vocianti oppure, da un’orda di cani, non si sa bene aizzati da chi…
E pure il più distratto che si sia perso dietro ai suoi pensieri, e poi sospinto sino a questa costiera ventosa lambita dal Canale della Manica, forse nella speranza di intravedere laggiù, l’Inghilterra…
Non ultimo il più allucinato tra voi, ubriaco come un otre, strafatto di droghe ed antidepressivi, sconosciuto e rinnegato dal suo stesso specchio…
Ognuno di tutti voi che ha partecipato o ha conosciuto, ma anche solo sentito narrare del folle progetto del Terminal Metaniero, con il proposito di costruire degli edifici in cemento armato direttamente sulla sabbia, nonostante Nostro Signore ci avesse già ammonito più di duemila anni fa…

… tutti voi non potete, dico non potete, non aver mai sentito parlare di Tommaso. Tommaso, il grande Tommaso: sì ma grande nel senso di altezza.

Le testimonianze, gli scritti, ma anche i filmati che documentano la sua epopea sono molteplici, ed hanno contribuito a creare ed aumentare la leggenda, alimentando un mito che sfiderà il tempo.

Ma come tutti sappiamo, quando si raggiunge la notorietà, molti sono quelli che si avvicinano e ti idolatrano, apprezzando ogni tuo gesto; così come altrettanti sono gli altri, quelli che diffondono notizie denigratorie ed infamanti, tendenti solo a diminuire ed a svilire la tua fama così a fatica raggiunta.

Ed in effetti molti hanno testimoniato che alla fine Tommaso non fosse altro che un Nerd.
Altri ancora, che hanno però voluto mantenere l’anonimato, giurano che lui fosse in realtà la celeberrima oca antropomorfa nipote di Nonna Papera.
Che dire poi delle denunce sul web di alcuni loschi figuri che dichiarano di poter documentare che Tommaso si sia più volte lasciato andare a perversioni voyeuristiche, spendendo gli anni migliori della sua vita ad osservare, in insulsi filmati dalla dubbia qualità, stupidi ed introversi, quanto brufolosi ed occhialuti asiatici, intenti a giocare degli altrettanto idioti videogiochi.
Raccogliamo, solo per dovere di cronaca, ma non ci sentiamo di supportare la cosa, l’articolata denuncia del Presidente dell’Associazione per la Protezione e Salvaguardia del Formaggio Dop Puzzone di Moena, in aperto conflitto con Tommaso a causa del suo smodato consumo del noto formaggio transgenico Babybel, arricchito da particolari fermenti lattici ottenuti grazie ad un processo sintetico.
Ecco, proprio questo fatto ci fa dubitare della buona fede dell’accusatore, ma non potevamo omettere l’informazione.
Pare, e sottolineo pare, è ciò che si evince dalla deposizione del Presidente, che Tommaso si sia auto-sottoposto ad una interminabile ed estenuante maratona televisiva, che mise a dura prova la sua già fragile vista, infliggendosi la visione di tutta la filmografia di Gerry Calà. Sempre secondo la stessa testimonianza, il Tommaso ne uscì devastato e dal quel giorno, persone ben informate, dicono che dorma con la luce accesa nel timore che nel sonno gli possa apparire l’ordinario comico, nell’atto di proclamare i versi che gli hanno dato la notorietà: Libidine, Doppia Libidine e Libidine con i fiocchi.

Ma basta con le negatività, lasciamo stare tutto questo e scopriamo quanto davvero Tommaso ha lasciato all’umanità tutta.

Dopo un’inziale periodo di inattività, causata da una ferita, ma non è dato sapere come se la fosse procurata, che lo costringeva ad aggirarsi completamente nudo e cosparso da unguenti non ben identificati, decise di darsi all’arte culinaria.
Il Tommaso amava cucinare al primo albeggiare, e quello che colpisce di questo periodo, più che le ricette a dire il vero appena sopra la soglia della commestibilità umana, furono soprattutto le modalità di fruizione del cibo, che lui documentò puntigliosamente.
Il Tommaso sancì che bisognava nutrirsi direttamente dalla pentola, o dal tegame, che dovevano essere riempiti sino all’orlo, il tutto sottoponendosi alla proiezione di incomprensibili e sconosciuti filmati di animazione nipponici, rigorosamente in lingua originale e proprio per questo assolutamente incomprensibili.
Sempre a detta del Tommaso, questa per noi socialmente intollerabile, nonché raccapricciante pratica, pare favorisse la digestione ed una coerente ed equilibrata metabolizzazione dei principi nutritivi.
E’ recente la notizia, secondo la quale si apprende che la Confederazione Episcopale Italiana ha condannato il modo di cibarsi del Tommaso, giudicandolo riprovevole e destinato a negare il ruolo centrale della famiglia.
Dello stesso periodo, l’illuminazione di Tommaso, che per evitare il caos cosmico fatto di azioni e contro azioni, ipotizzò e mise in pratica, il lavaggio della famosa pentola, dei tegami e delle stoviglie tutte, solo quando ne fosse stato richiesto l’uso. Non era allora difficile in quegli anni, trovare il nostro eroe a dibattersi tra pentole e piatti di varie misure e uso, disgustosamente imbrattati, lì a fargli compagnia, in attesa di essere lavati, chissà da quanti giorni.

Che dire poi dell’intuizione, altrettanto geniale, di usare la tovaglia, per l’appunto mai lavata e lorda di ogni sorta di rifiuto alimentare, in sostituzione del tappetino del mouse, che a suo dire non garantiva altrettante prestazioni!

Si dedicò poi proficuamente anche agli studi linguistici. Fu sempre lui, nel periodo francese, che sbugiardò l'Académie Française, che cospargendosi il capo di cenere, dovette suo malgrado riconoscere l’errore modificando il Dictionnaire de la Langue Française.
Eh sì, fu grazie a Tommaso se si scoprì che l’espressione Ménage à Trois non indica una relazione, non necessariamente di natura sessuale, ma in ogni caso di tipo sentimentale, fra tre persone, ma bensì, udite bene, una sordida relazione carnale, preferibilmente tra marito e moglie con l’indispensabile presenza della Femme de Ménage: che diavolo d’uomo, e che astuzia sopraffine nello svelare la verità che era sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno ancora fosse riuscito a coglierla!

Ma la notorietà internazionale arrivò con l’elaborazione del progetto dello stendibiancheria contro l’umidità, a suo dire brillantemente da sostituirsi con la convenzione, in realtà mai veramente condivisa dalla massa, di stendere i panni, ancora bagnati e grondanti, direttamente nell’armadio: si rimane senza parole, a dir poco sorprendente!
In questo modo si ebbe a risparmiare sia l’azione di raccogliere i panni una volta asciugati, sia quella successiva, necessaria poi a riporli nel guardaroba.
Ma è doveroso sottolineare che il suo rapporto con lo stendibiancheria non fu mai idilliaco, anzi, si profilò come una vera e propria reazione fobica di repulsione all’arnese, tanto che possiamo vedere nei filmati dell’epoca, le sue mutande fare bella mostra sulle sedie della sala da pranzo.

Riuscì anche a stabilire proficui rapporti con il regno animale, dal gatto Nasser, persiano di Teheran, grigio di capelli, forse un po’ arteriosclerotico, agli incontri con i cani.

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