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Il Capriolo
Scritto da maz
Categoria poesia, genere
Scritto il 15/08/2012, pubblicato il 15/08/2012, ultima modifica il 11/11/2017
Letto 166 volte

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Nota dell'autore: Non ti ho mai scordata...

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IL CAPRIOLO

Era tarda sera…

E d’improvviso ti vidi lì,
il corpo scomposto
in mezzo alla strada,
sferzato dal vento,
da scrosci di pioggia,
a morte colpito.

E corsa a te appresso,
posai la mia mano
sul caldo torace,
e t’accarezzai
per placare un poco
il povero cuore,
che per il gran trauma
pareva impazzito.

Giunse altra gente,
la pioggia incessante…
Il corpo fremente
spostai verso il ciglio.

Volevi fuggire,
sfuggire alla morte,
scacciar quella sorte
che giovane vita,
forte e selvaggia,
non poteva accettare.

Gl’occhi di sangue
cercavan conforto,
e il tuo corpo sano
di femmina intonsa,
sprezzava il destino
che, pian, t’ammantava…

Rimasi vicina
illusa a lenire
la lenta agonia
triste e solitaria.

Un capannello
di poche persone
ci stava d’intorno
scuotendo il capo.

La pioggia impietosa
inzuppava le vesti
bagnava i capelli,
rigava i volti.

Il tuo sguardo smarrito,
già fisso nel vuoto,
via via si spegneva,
così come Vita
t’abbandonava…

Dalla tua bocca
un rantolo sordo,
vana protesta
al crudele destino,
usciva ansante
dal corpo stremato.

A me ti stringevo
per calmare i tuoi spasmi,
ammirando in silenzio
il fiero dolore,
soffrendo con te
le inutili pene
del tuo dipartire.

Investita da un’auto,
scappata per tema,
forse soltanto,
di qualche tuono …

E quando un aiuto
ti giunse sincero,
l’ultimo fiato
uscì dal tuo petto,
nuvola bianca
svanita nel vento…

E ancor carezzando
il morbido manto,
ascosi il mio pianto,
soffocando il dolore.


(L’episodio è realmente accaduto la sera
del 6 luglio 2008, nella zona di Prosecco,
sull’altipiano carsico, nei pressi di Trieste)

Trieste, 21.7.2008
Marina Assanti

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