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Fonzaso
Scritto da Louis
Categoria: Altro
Scritto il 22/11/2016, Pubblicato il 22/11/2016, Ultima modifica il 22/11/2016
Codice testo: 22112016181434 | Letto 533 volte

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Nota dell'autore Louis:
Fonzaso

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Fonzaso

Fulgido ai piè dell’alta rupe nuda e scura,
il borgo brillava sotto il sol levante,
che lieto splendeva ad ogni fuggitivo istante,
dopo la buia notte tetra, nell’aria tersa e pura.

Fonzaso il nome suo, dove nacqui e abitai fanciullo,
nel cerchio della valle dove l’Alpi chiudevano lo spazio,
con cinque monti ed il torrente Cismon dell’acque sazio,
nei miei verdi anni quando era facile il riso ed il trastullo.

Scuotevano l’aria dei suoi rintocchi il campanile aguzzo,
che, alto, cantava l’ore che fuggenti e vaghe correvano,
ricordando a tutti che il tempo passava veloce e vano,
senza lasciare traccia alcuna, come del fulmine il guizzo.

Si scuoteva della notte del gran silenzio l’alba radiosa,
e la squallida ghiaia d’Avena al sole risorgeva,
e pini e abeti e vigneti penetrava l’astro che sorgeva
e l’acqua chiara del torrente scivolava a valle, gioiosa.

S’udiva dalle rocce la campanella dall’argenteo suono
del castelletto dalle bianche e merlettate mura,
che al mezzo de la rupe giaceva in una nicchia scura
e dove, con la tempesta, spesso rimbombava il tuono.

Ecco! s’udiva un carro che cigolava sulla terra battuta della strada,
l’artigiano apriva l’uscio sorridendo e tutto si risvegliava.
L’odore dolce del pane per le strette vie del borgo si raccoglieva,
e augelletti e rondini guizzando si spargevano per la contrada.

Tutto era primavera d’intorno nella valle verdeggiante e serena,
gridi suoni di vita salivano dal borgo e della campagna intorno;
muggiti di buoi, nitriti di cavalli a nutrire il nuovo giorno
e del legnaiolo la sega e dello zappatore batter la rena.

Anche la famigliola si risvegliava allegra nella sua casetta,
al calor del sole lieta d’incominciar a vivere la vita.
I bimbi a frotte correvano ridenti, allegri, pieni di vita,
verso la scuola per nutrir la mente e del sapere fare incetta.

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