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Geraldine e il millepiedi
Scritto da bluscuro
Categoria altro, genere
Scritto il 30/01/2018, pubblicato il 30/01/2018, ultima modifica il 02/02/2018
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La villa era immersa nel verde, pini soprattutto ma anche lecci
con prati all’inglese e vialetti in pietra fino al gazebo.
In fondo al parco una piscina rifletteva un apostrofo di cielo.

All’apparenza sono timida e forse soffro di quel difetto che si chiama
disturbo della personalità, ma ho anche tanti punti fermi.
Lei, la padrona, poco più grande di me, non sembrava soffrire di niente,
si muoveva a suo agio ben calata nella parte della ricca signora.

- Ti chiamerò Geraldine, disse subito con un guizzo maligno negli occhi,
- mi ricordi un’amica di Milano, sai non ho testa per i nomi di qui.
Il marito, sul momento pensavo fosse il padre, era un vecchio: le gambe
gonfie, il naso rosso bitorzoluto e il respiro pesante da asmatico. Stava
allungato tutto il giorno sulla chaise longue sfogliando pigro una pila di
giornali.
A una certa ora la signora faceva il bagno in piscina poi tornava dentro e
chiedeva un tamarindo con selz, intanto strimpellava qualche nota.

- Uccidilo uccidilo!
Per poco non rovescio il vassoio dallo spavento:
spunta fuori dal pianoforte un millepiedi dal corpo lucente che
s’arrampica con grazia sulla parete bianca del salotto muovendo il suo
corpo come un’onda, bruno rossiccio, a tratti quasi trasparente.
- Geraldine, uccidilo ho detto! se mi entra nel letto …
Sarebbe già stato meglio del marito.
 - Mi dispiace non posso.

Lei gli tirò una ciabatta, anzi fece l’atto, perché d’istinto, non so, l’afferrai per il
polso mentre mi guardava con gli occhi spalancati.
Il millepiedi scomparve attirato dal fresco di un ramo che si affacciava
dalla finestra.

Erano le dieci e, nel mio di- letto,
avevo lasciato un ragazzo, una passione estiva partita in quarta,
una convivenza temporanea, un inno alla vita.
In mezz’ora tornai a casa e mi infilai sotto le lenzuola
-oh, Geraldine … Sussurrò abbracciandomi.


microstorie 09

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