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LA MIGLIORE AMICA DI MIA MOGLIE
Scritto da Bondorello
Categoria: Altro
Scritto il 07/10/2010, Pubblicato il 07/10/2010, Ultima modifica il 07/10/2010
Codice testo: 71020109285 | Letto 4095 volte

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Se c’è una cosa che non sopporto, è il rumore che fa quella fottuta radiosveglia. Chiudo gli occhi, muovo le gambe e mi giro, in attesa che quel dannato bip-bip si faccia sentire; nel frattempo, ripenso a quello che ho fatto esattamente quattro ore fa, ovvero l’amore con Mara, la migliore amica di mia moglie. Provo a chiamarla, ma lei non mi risponde; dev’essersi già alzata, e credo proprio che dovrei fare anch’io la stessa cosa.
E invece riapro gli occhi, mi accendo una sigaretta e rimango sdraiato a fissare il soffitto della stanza. Fuori gli uccelli iniziano a cantare e mi accorgo di sentire un leggero rumore, il fruscio del lenzuolo. Lei è infatti tornata e mi bacia delicatamente sulla bocca; è completamente nuda, e mi accarezza con una mano i testicoli. Poi mi bacia di nuovo e si accovaccia su di me…

La radiosveglia inizia a suonare e mi metto sottovoce ad imprecare. Allungo una mano e la spengo, mentre Mara mi bacia il petto e mi morde delicatamente i capezzoli. L’abbraccio più forte che posso: le piace il mio modo di fare sesso - me l’ha sussurrato più volte all’orecchio - ed io, da parte mia, cerco sempre di fare del mio meglio anche se mi secca un po’ essere quasi sempre di corsa.
Poi il telefonino comincia a squillare e allungo nuovamente una mano per afferrarlo. Guardo il display e mi rendo immediatamente conto che è mia moglie.
“Ciao cara, come stai?” le chiedo.
“Bene, bene” risponde lei. “Qui non c’è l’afa, ma tanto bel sole caldo. Peccato solo per quella finissima sabbia nera che ti brucia tutti i piedi”.
Sospiro: “Perché allora non ti metti le ciabatte?”
“Perché non mi va” risponde lei ridacchiando. “E tu invece? Come te la passi a casa solo soletto?”
“Bene direi” le rispondo, tenendo gli occhi chiusi e cercando di non ansimare mentre Mara è intenda a passarmi la lingua sul membro. “Quel lavoro di cui ti parlavo è quasi finito e la prossima settimana ti raggiungo”.
“Okay, ci conto. E guarda che qui la cucina è davvero salutare: tanta verdura e pochi grassi, ma ci vanno un po’ pesanti con la cipolla”.
Spengo il telefonino e lascio che Mara prosegua con il suo lavoro. Le stringo i capelli con forza, fino a farle quasi male, intimandole di continuare; lei non se lo lascia ripetere due volte e va avanti, fino a farmi venire. Poi si alza dal letto, si asciuga la bocca con un tovagliolo di carta e va verso la cucina.
Anch’io finalmente mi alzo e mi dirigo, quasi senza volerlo, in cucina. Sembra quasi che la stia seguendo e invece sto pensando a tutt’altro; ad ogni modo, Mara è uscita fuori al balcone con una lattina di birra in una mano e una sigaretta nell’altra, mentre io scuoto la testa e mi sorreggo sul bordo del lavello. Continuo a ripetermi che non devo più pensarci, che è solo un’infatuazione passeggera, ma non riesco a farmene una ragione: mia moglie mi ha tradito e non capisco ancora il perché.

“Stai pensando ancora a lei, vero?” mi chiede Mara rientrando in casa.
Annuisco, mantenendo però lo sguardo fisso sul pavimento.
“Guarda” prosegue lei “posso solo dirti che ti stai arrovellando troppo su quello che ti è accaduto. Sai quante mogli tradiscono i mariti? E sai quanti rapporti continuano ad andare comunque avanti come se nulla fosse?”
Sospiro e mi siedo sul tavolo.
“Prendi me e mio marito. Lui si scopa le sue amanti ed io i miei. Cosa c’è di strano? Così va il mondo, no?”
Mi alzo di scatto, mi accendo una sigaretta e inizio a camminare avanti e indietro per la stanza.
“Anch’io all’inizio ero follemente innamorata di lui. Poi, col passare del tempo, è iniziata a subentrare la noia della monotonia quotidiana, tanto da arrivare al punto che tutte le sere ci guardavamo in faccia senza avere più nulla da dirci. Così abbiamo iniziato a divertirci un po’ con chi ci capitava, entrambi in casa, lui con le sue ed io con i miei, lui in una stanza ed io nell’altra. Un lavoro pulito, insomma, senza gelosie o rancori d’altri tempi.”
Mi fermo davanti al tavolo e tiro la tovaglia con forza, facendo cadere tutto per terra; i piatti e i bicchieri si rompono in mille pezzi mentre io rimango freddo e impassibile, inquietandomi non poco nel provare una sorta di strano compiacimento, quasi come se al posto di quelle stoviglie ci fossero mia moglie con il suo amante.
Mara sbuffa e solleva le spalle: “Beh, se vuoi sfogarti in questo modo fai pure, io intanto sono di là che ti aspetto. E vedi di sbrigarti, perché muoio di nuovo dalla voglia.”

Quando l’ho sorpresa con quel bell’imbusto non mi sono minimamente mosso. L’ha baciato appassionatamente sulla bocca e si è lasciata palpare un po’ dappertutto, senza ritegno e davanti a tutti i passanti. In quel momento le ho augurato tutto il male possibile e lei, quasi come si avesse sentito, ha alzato la testa e si è girata di scatto. Credo che mi odierò a vita per non aver fatto nulla in una situazione così delicata come quella; forse avrei dovuto aprire la portiera, scendere dalla macchina ed andare a dividerli, e invece mi sono acceso una sigaretta e ho continuato a godermi lo “spettacolo”, provando per loro una pena enorme. Sì, perché anch’io ho chi soddisfa le mie voglie sessuali, senza però per questo farmi notare da tutto e da tutti. Amo l’intimità, ed in effetti mi dà decisamente fastidio sentire Mara chiedermi a gran voce di scoparla; ad ogni modo l’accontento, e lei comincia ad ansimare e a gemere di piacere finché all’improvviso squilla il telefono. Corro così in cucina e alzo la cornetta.
“Pronto? Caro, tutto bene? Mi ero dimenticata di farti notare una cosa” dice mia moglie.
Vorrei mandarla a quel paese, e invece le rispondo con un tono pacato e gentile: “Dimmi cara, cosa c’è?”
“Quando vieni qua da me, ricordati di chiudere il gas.”
“Sì, certo tesoro. C’è ancora qualcos’altro che devi dirmi?” le chiedo.
“Sì, il telefonino… potresti cortesemente evitare di spegnerlo?”
“Senti, perché non lasciamo perdere questo discorso?” le rispondo visibilmente seccato. “Lo sai che se lo lascio acceso prima o poi qualcuno mi chiama dall’ufficio, no?”
“Ok, facciamo come vuoi tu” risponde lei. “Però” aggiunge dopo un attimo “non lamentarti se poi bacio sulla bocca un altro”.
“Ma vai a quel paese, stronza che non sei altro” le grido nella cornetta. Poi, pervaso da una rabbia incontenibile, sbatto con forza il ricevitore e mi metto ad imprecare ad alta voce.
Mara si avvicina e mi tocca delicatamente una mano. Io mi giro e sento le sue labbra posarsi sulle mie; abbasso un po’ la testa ed inizio a leccarle i capezzoli, facendola ansimare. La bacio poi sulla bocca e ci dirigiamo di nuovo in camera da letto…

E così mia moglie lo sa… è perfettamente cosciente del fatto che quella mattina l’ho spiata, e ha forse voluto dimostrarmi che non ci sono solo io nella sua vita…
Ripenso per un attimo allo strano episodio della fede. Una mattina una mia amica sale in macchina e l’anello le si sfila dal dito; lo cerca tutto il giorno, si fa aiutare da un amico, dalla panettiera e perfino dal benzinaio, ma nessuno di loro riesce a trovarlo. Un anno dopo decide di cambiare la macchina, svuota le tasche laterali nelle portiere ed ecco che l’anello salta fuori; purtroppo però, lei e suo marito si sono già separati da sei mesi… è forse questa la fine che farà la mia relazione?
Ricordo ancora quella scena straziante; ho sei anni e sto in pigiama nella mia stanza, intento a fare un puzzle, quando appare sulla soglia mia madre che mi dice di andare a fare colazione. Poi, proprio mentre sto per scendere le scale, li sento litigare. Mi dirigo più velocemente che posso in cucina e vedo mio padre che ha un’espressione seria in volto: sta fumando una sigaretta mentre mia madre è seduta per terra, ranicchiata contro il muro. Si tiene la testa fra le mani e piange, e gli chiedo cosa le ha fatto. Lui alza le spalle e mi risponde che ha avuto quello si è meritata e che non ha nulla di cui pentirsi o vergognarsi; io m’inginocchio accanto a lei, l’abbraccio più forte che posso e le accarezzo i capelli.
È di questo che ho paura? Di poter un giorno trattare così anche mia moglie?
Mi guardo intorno: Mara se n’è andata da almeno un’ora ed io mi sento più solo di prima. Accendo il telefonino e la chiamo…

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