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Caz
Scritto da Giank vento
Categoria altro, genere
Scritto il 08/11/2017, pubblicato il 08/11/2017, ultima modifica il 08/11/2017
Letto 115 volte

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Gherola Ore 19,30 Lunedì 30 Ottobre 2017 Vicolo Adami, 5

Tempi bui, come le strade del mio vecchio quartiere. Ci vivevo anni fa e ricordo quanto dovevi essere scaltro per non finire male, in tutti i sensi.
Ora ci sono capitato per incontrare un tale che, al telefono, mi allarmava parlandomi di una mia vecchia amica che s’era messa nei casini; insisteva nel richiedere la mia presenza perché lei mi nominava in un delirio semi incomprensibile. Normalmente l’avrei mandato a cagare, ma si trattava di Gilda e io avevo un debito con lei.
Mi aveva salvato la vita, per così dire, in un periodo di depressione, disperazione, manie suicida e vizio stordente. Non l’avrei mai abbandonata a sé stessa.
Il lezzo dell’umidità accarezzando i cassonetti mi penetra le narici, deflorandomi irrimediabilmente.
Il tizio m’aspetta dietro l’angolo, nel vicolo Adami, lo conosco bene: ci bazzicavo ai vecchi tempi e qualche volta ci avevo fatto l’amore in quel vicolo puzzolente; una sera anche con Gilda, eravamo sbronzi ed eccitati, non ci andava di affrontare le scale ripide fino all’ultimo piano del suo appartamento.
Eccolo lì che si accende una sigaretta, dev’essere lui:
“sei tu che m’ahi chiamato al telefono per Gilda?”
“Sono io, era ora cazzo!”
“senti bello, ringrazia che sono qui, non so neanche chi sei e se mi stai prendendo per il culo”
“ringrazia che sei qui? Oh coso, se ti ho chiamato è perché la situazione è grave e Gilda non faceva che parlare di te e di quanto fossi protettivo nei suoi confronti e, visto che io non so proprio come risolvere la situazione, ho pensato di chiamarti”
“ok ok ora spiega cosa succede dai”
“l’hanno pestata, è su nel suo appartamento, non è messa molto bene ma l’ho medicata e ora sta dormendo”
“chi cazzo l’ha pestata?”
“un tizio che lei si faceva ogni tanto, è uscito di testa per lei, è geloso e manesco ed è bello grosso; ha perfino minacciato di rompermi qualche osso se continuo a frequentarla, ora mi prende male davvero, non so cosa fare.”

Gherola Ore 22,00 Mercoledì 1 Novembre 2017 vicolo Adami, 5 Ultimo piano

Sono messo male, mi sanguina un orecchio e respiro a fatica, Gilda se l’è filata con il bastardo del vicolo, mentre lo scimmione se la vedeva con me, o meglio, io me la vedevo con lui.
Dopo aver parlato con il tizio del vicolo mi sono assicurato che Gilda stesse bene, l’ho trovata addormentata e livida.
Una volta scoperto dove trovare il manesco, che lavorava in un pub lì dietro, ho deciso di controllarne i movimenti, così mi sono appostato la sera stessa fuori dal pub.
Bello grosso davvero, era uscito per gettare due sacchi di spazzatura, mi sono avvicinato, così per parlare, per conoscere il nemico, ma come mi sono acostato, si è girato e mi ha sganciato una manata.
Come’è che la gente si comporta così, senza un motivo ti parte; comunque mi sono abbassato e d’istinto gli ho restituito il colpo, anzi due, proprio sui fianchi. Era duro, ma un poco ha sfiatato, così ho continuato a colpire ma non cedeva, in fine ho mirato al collo, e lì ha mollato, cazzo se ha mollato, è venuto giù che era un piacere; poi ho sentito la porta del pub aprirsi ed è sbucato questo omone, più grosso dell’altro e molto più incazzoso. Il primo colpo l’ho sentito vagamente arrivare, sono finito a terra senza poter pensare niente, poi l’omone ha preso a calci la mia carcassa, dopo di che sono svenuto. Quando mi sono ripreso ero solo, nel retro del pub, abbracciato ai sacchi della spazzatura. Ho pensato bene di filarmela prima che tornassero a finire il lavoro, così arrancando mi sono diretto verso vicolo Adami. Non c’era niente che non dolesse, zoppicavo e facevo fatica ad avanzare ma in fine sono arrivato, ricordo le scale, la porta dell’ultimo piano aperta, l’appartamento vuoto: qualcuno aveva traslocato alla bene meglio, poi sono svenuto.

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