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Un oscuro sentiero (vittime dell'Alzheimer).
Scritto da Elemento
Categoria: Altro
Scritto il 08/02/2018, Pubblicato il 08/02/2018, Ultima modifica il 08/02/2018
Codice testo: 822018214648 | Letto 80 volte

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Quand'ero piccolo
amavo giocare con le mani
in quel prato bianco
che ti era cresciuto sul capo
e scendevo poi rapidamente
con le mie dita
tra strade fatte di rughe
che segnavano il tuo viso.

Mi abbracciavi
mi sorridevi
urlavi con forza il mio nome.

Adesso son diventato grande
quel prato bianco è sparito
le tue rughe son così profonde
che potrei perdermi dentro.

Non mi abbracci più
non mi sorridi più
non ricordi più il mio nome
e seduto su quella sedia
assomigli ad una di quelle statue
senza vita nè anima.

Guardi fisso
la solita finestra
sperando e pregando
che arrivino i ricordi
a frantumare quel vetro
per conficcarsi dentro la tua mente
ma ormai è tardi
vado via
con un bacio ti saluto
e tu ricambi con una lacrima.

Un giorno mi ricorderai
quando ti libererai della tua oscurità
e diverrai luce che fluttua nell'aria
per illuminare la mia strada
fatta di notti e solitudine.

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