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CANZONI D'AMORE
Scritto da Domenico De Ferraro
Categoria poesia, genere
Scritto il 09/02/2018, pubblicato il 09/02/2018, ultima modifica il 09/02/2018
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CANZONI D’AMORE
Di: Dino Ferraro

Canzoni d’amore portate dal vento di guerra che entra nelle ossa nel silenzio dei giorni difficili memorabili volano nell'aria , nell’etere , nello scorrere del tempo giungono al cuore d’ognuno . Voci potenti , ugole d’oro ,gridi che spaccano i timpani , note celestiali , eclettiche nel senso nascosto che stravolge l'esistenza , echi di verbi nella mente in bilico nella vocale alata , magra tal punto da volgere ingenita nell’incapacità di amori acerbi consumati in fretta . Corpo che brucia nella sua voce , cenere sparsa sopra le acque , sulla terra eletta , cavernicole parole, primitivi grugniti ,pentagrammi elettrici, note allegre, venerate, cretine, eremite , dirette verso mondi lontani.

Amore rubato a chi giace in una fossa , a chi apre le braccia, vive, esulta, ignaro di cosa sia esistere , ridere , forse fingere , non si può tornare indietro a quello che si è , a quello che si fa, ogni cosa giunge alla sua conclusione , fiorisce , gaia nella sua esistenza, ebbrezza, musica , uccellin appeso fora al balcone. Tutti si meravigliano di cosa sia l’amore qualcuno si cala ò canzone, cantano , aspettando che la morte giunge a salvarli. Passioni, canto , oltre l'universo conosciuto , oltre ciò che noi siamo , oltre la bellezza oltre i tanti commenti che si legano allo stolto individuo lo traggono dalla follia dall'essere solo, nocivi canti privi di sentimento , segnati da un destino, che illumina la mente, la propria volontà di vincere il male che attanaglia l'animo.

Vivi ,sogna ,senza piangere ancora dietro questa maschera , dietro questa coscienza che nasce, cresce , immemore in maleficium status , sii ciò che sei , nel male, nel bene , nella parola rincorsa che s'unisce al ritmo, alle soave canzone d'Italia fattura.

Canzon d'un tempo ,amore rincorso in mezzo al mare ove galleggia sulle sue acque il corpo d’un popolo , la sua coscienza frutto dell'esperienza ,brezza, venticello, che porta con sé verso terre lontane dai profumi soavi.

L' estasi del vivere ,dell'essere uno e mille, d'essere nessuno e tantissimi nel sogno che scorre tra le pieghe di questa realtà crudele , fuggendo ramingo , bombaroli e buddisti , impresari senza quattrini a cena con belle donnine , cani ubriachi , pelle su pelle , vedi come la realtà risuona nella tua volgare voce ,chiuvato ad una croce, chiuvato sopra ad un palco , una folla enorme , milioni di telespettatori , tu è questa moltitudine , tu è questa vita in un ghirigori di note sincere ,tenere, drogate , note ammaliatrici.

Così le canzoni vanno ,lontano, parlano con i morti che giacciono nel silenzio dei secoli , nel dolore che ci ha fatto conoscere la verità di un uomo in lotta contro il male , contro il vento che prova a passare , trascinato seco melodie , chete , storpiate , avvilite , voti e santi ,suonando sotto a galleria, miezzo alla via, tra la folla che si fa intorno , diavoli ed angeli , fuoco che zampilla dagli occhi dello guaglione, giunge questa altra notte , con tutta la compagnia cantante. Immenso, jamme a magna la pizza con pazzi, bambini, figliole da maritare, il vecchio senza denti ,senza chiù pensieri , trase ed esce da questa vita , ride , canta, mentre la signorina si cala a mutandine. Madonna che spettacolo, acchiappa il vecchio, acchiappa questo follia che ci trascina lontano tutti insieme ad assistere al gaio spettacolo a sentire l'ultima puntata di Sanremo.


Chi ha rubato la bellezza alla giovinezza molto fumo , molto vino, per le vie appresso a te che c’emozioni con le tue canzoni con la tua dolce melodia verso un dio senza tempo che sà parlare ai cuori di tutti gli uomini . Io seduto sopra il mio passato ,una stella che brilla, senza sapere cosa sarà domani. Bella la città , vista dall'alto , bella l'ode al signore che s'eleva lentamente ,voce , canto , chi parla contro i muti ,contri sordi, chi parla della morte che giunta come sempre in silenzio addobbata a festa , con un smagliante vestito , una smorfia che scende dalle rosse labbra , sera , silenzio .


Cosa c'importa , saliamo in macchina ed ascoltiamo le cattive canzoni , belle , brutte, eretiche canzoni, che parlano della morte di un dio innocente . Andiamo , tutti in macchina stretti gli uni agli altri , parliamo, cantiamo, ci muoviamo al ritmo di un motivo , ed il nostro cuore palpita di gioia , fiorisce in noi un mondo nuovo , un immagine cara, mia madre, mia zia, terre lontane, il bufalo che rincorre il contadino ubriaco, là nella terra di mezzo , tra le tue braccia, sul tuo seno , sprofondato in mille cuscini colorati , dove è la libertà ? dove sorgerà la luna stanotte? dove andremo a morire ? dove c'incontreremo ancora? dove siamo adesso ? chi sei tu eretto su questo alto monte con i tuoi muscoli d’acciaio , con la tua forza , con il tuo sguardo ,bel bambino dei miei giorni felici , la via c'indichi verso la notte stellata . San Valentino festa degli innamorati , un giro di danza e cadi nel fosso, nella fessura del tempo che ingoia ogni cosa, ogni perdono, tutto il male , tutto l'amore.


Io non conosco canzoni che mi facciano capire cosa sia questa sorte ,che mi spinge verso un ricordo che mi faccia comprendere perché , son vivo , verso casa ,con la testa piene di strambe strofe , io non conosco la paura del mondo , io non conosco la semenza, l'intelligenza atta a desumere la virtù il bene , l'utile, il soffio frivolo della vita che unisce , forma, ritmi , rime, versi, ingarbugliati , taccagni versi, piedi, parole elette a grandi imprese pendule sulla bocca della cantante dai grandi seni , solo, canto , suono, questo blues, questo canto maledetto , io seguo sera dopo sera i sogni di milioni di persone , dopo aver per metà vissuto , la mia vita finge di non credere a cosa potrà succedere ancora se non t'ascoltassi più cantare.


Noi come ieri, come oggi , cani che danzano il gran can, ballerini dalle gambe snelle , si muovono svelte le signorine , un buco nero , tutto entra tutto esce. Scema nella scena , che ci conduce ad essere sinceri, vivi , nella regola dettata, nell'aforisma, nel senso ignobile d'un vivere di nascosto senza conoscere la certezza , il battito, l'amore proibito in un tempo che ci ha preso per mano e ci ha condotto lontani nel bel cielo stellato, tante bandiere laggiù , tanti cuori uniti che palpitano , corpi uniti in un amplesso , giovine vite nei miei ricordi , nei miei giorni passati, miezzo a via , sulo pensando a cosa m'avrebbe potuto salvare, uocchio , maluocchio nun scaccio chiu chi sono, quanti anni mi restano , vado alla deriva lungo un fiume in piena , tra queste note pietose, tra queste disgraziate canzoni, pazzo , alluccando contro ad un muro , contro un altra morale , passo, vado , all’ossa toia . Mi sento a guerra il resto non lo sò , non lo sò , non lo sò.


Incominciamo tutto da capo, incominciamo di nuovo ad incitare , lo ciuccio, un grido nello stadio, tante facce diverse. Febbraio tanto freddo, con mille dubbi, con tante speranze , perduto in questo melodia , questo dire per rime, là dove ignudi si consumano le passioni, dove i corpi diventano uno, dove la vita ha generato la morte . Ha generato un figlio bello ,roseo, carino, tanto carino con due dentini , con due scocchette rosse sulle guance, gaio , il tuo viso, bello il tuo corpo, avvinghiato a questo vecchio corpo che perde sangue , che cade sempre più giù , fino in fondo all'inferno dove si balla ancora il gran can con il cane del padrone . Cane che abbaia , così brutto che tutti dicono madonna come è brutto quel cane. Così la macchina continua a correre ,noi tutti ancora insieme ,stretti gli uni agli altri ,cantiamo la nostra vita , il nostro soffrire, il nostro peccato che ci ha resi uomini, figli di questo tempo . Ancora noi figli insignificanti , che si trascinano per strade deserte , senza svincoli, senza un cane per amico.

Vai canzone beata , bastarda canzone vai per il mondo con il tuo fardello colmo di rabbia, camminando saremo domani a Sanremo per San Valentino , domani noi a cantare questo amore latino, bianco, nero, con le cuffiette nell’orecchie, seduti nella metro. In un vagone solitario, vicino al finestrino, scorrono le immagini , scorre questa vita, nel bene , nel male , in povertà , in ricchezza, solo contro la maldicenza tra i tuoi lunghi capelli biondi . Sarà , quello che sarà, anche oggi finirà ,finirà in una bolla di sapone in un grido, in un insulto , un entusiasmo di un bene metafisico , che non conosce il dolore , il suo colore la forma in cui ha preso vita come per incanto questo canto , come per magia ogni cosa si tramuta e tu vorresti narrare come l'orco si è innamorato della bella principessa , di come Peppino divenne un pinguino , di come Giacomino si fece rubare l'orologio da Martino.

Tutti insieme, mentre le luci della città splendono nel buio dei secoli nel decantare del vecchio poeta ,seduto dietro la sua scrivania alla ricerca d'un verso dal profumo di fritto, di una morale da spalmare su pane ben cotto. Io sono morto nel canto, nella tua volontà di comprendere perché io sono io e tu sei tu. Poiché noi siamo questo misero canto, che ci porterà verso nuovi giorni ,noi siamo questa canzone stonata , ubriachi di tanto male, di tanto dire che vien voglia di dire basta , poi noi insieme nella musica , provi dolore , senti la storia, macchine , che corrono , non si fermano nell'illusione dell’effimera realtà, una bella finzione , una bella canzone , luce degli occhi miei ,amore , pace, bene. Topo, cane , lupo, bestia antica che graffia con i suoi artigli questo vecchio cuore ammalato , che aspetta di morire per poi ritornare di nuovo a vivere ,di nuovo a cantar d’amore.

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