ATTO DI FORZA

scritto da maronc
Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
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Autore del testo maronc

Testo: ATTO DI FORZA
di maronc


alla cortese attenzione di:
spett. RiKord Inc.
Mr. E.McClane

oggetto: richiesta di rimborso



Gentile signor McClane,
immagino che abbia capito dal semplice arrivo di questa lettera le motivazioni che mi spingono a scriverLe.
"La Rikord vi offre un ricordo e neinte di più" era lo slogan della brochure che promuoveva la formula "soddisfatti o rimborsati". La campagna che serviva a tranquillizzare i clienti dopo lo scandalo dei casi di schizofrenia riscontrati in alcuni soggetti che si erano fatti impiantare da voi pacchetti di ricordi personalizzati. Quella che le associazioni di tutela dei consumatori attaccavano ironicamente con lo slogan "soddisfatti o lobotomizzati".

Come le dissi all'epoca per me sarebbe stato imperdonabile non approfittare dei vostri sconti. E le riconosco che il primo periodo la cosa funzionò bene. Privilegiavo la pausa pranzo, al lavoro, come momento per abbondonarmi alla memoria, lontano da mia moglie, dal capo dipartimento, dai problemi, almeno per un'ora. Ricordi realstici, con una dovizia di particolari anche insignificanti, con una strutturazione delle percezioni sensoriali perfetta, troppo. Pensi che delusione quando ho realizzato di non aver vissuto niente di quello che ricordavo, che quel sentirmi incompreso da mia moglie e da mio figlio era del tutto immotivato. Non chiamarmi papà! Non mi perdonerò mai di aver pronunciato queste parole, ma la dissonanza tra il mio vivace passato e l'insignificante presente era troppo forte. Come ero finito in quello squallido ufficio? In effetti dovetti constatare che la parte più debole del pacchetto mnestico della Rikord era quella relativa al mio stato attuale di terrorista "dormiente" sotto le spoglie di un insignificante impiegato in attesa di un segnale che non sarebbe mai arrivato. Con questo espediente la traccia mnestica innestata da voi si sarebbe dovuta saldare alla mia vita reale. Ma non aveva senso. E poi, dove erano i miei compagni di un tempo? Ero sempre più confuso e nostalgico. I cortei, le occupazioni, le lotte a fianco dei mutanti per i loro diritti, per i nostri diritti. E poi tutto il resto, la paura prima della lotta e la gioia della vittoria. I miei fratelli, le mie sorelle, i miei compagni. No, la storia dei dormienti era troppo vicina agli stereotipi del potere e lontana dal piano emozionale che i ricordi innestati mi stavano facendo sviluppare: volevo la pace, pari diritti per i mutanti e la salvaguardia delle poche risorse naturali rimaste. L'idea del terrore era impossibile per me e per i miei compagni. E poi questo lavoro, impiegato in un'agenzia di recupero crediti, io, che ubriaco, una sera, nella bettola al primo livello dove ci incontravamo avevo urlato salendo sul tavolo "Io sono fatto d'acqua, Non ve ne potete accorgere perchè faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti d'acqua. Tutti quanti. Il nostro problema è che non solo dobbiamo andarcene in giro senza essere assorbiti dal terreno ma anche che dobbiamo guadagnarci da vivere" , e gli altri giù a ridere e ad applaudire e Mara, la mutante con tre seni, due da toccare uno da succhiare, aprì la sua camicetta e disse "guarda quanta acqua!" e di nuovo a ridere....No, niente e nessuno mi avrebbe mai spinto ad accettare uno squallido posto da impiegato.
Ero inquieto, nervoso. Ricordare non mi bastava. Volevo qualcosa di più. Fu così che, per la prima volta in vita mia, mi ritrovai a scendere in piazza in una manifestazione non autorizzata contro la privatizzazione dell'aria. Speravo di incontrare qualcuno che mi conoscesse, che potesse dirmi qualcosa sul mio passato, sui miei vecchi compagni. I ricordi di quel giorno non sono nitidi come quelli del vostro pacchetto ma ancora, a volte, la notte, sogno i cyborg dell'ordine dell'Interplan sparare i candelotti di gas immobilizzante senza motivo e poi mutanti ed attivisti inermi pestati, molti lasciati sanguinanti stesi sul selciato altri caricati nei blindati. Io non avevo una esperienza reale di queste cose, ed i ricordi extra fattuali non mi aiutarono a fuggire dalle manganellate reali, quelle con il manganello al contrario, e poi dai pugni e dai calci in faccia con gli anfibi in caserma, prima di arrivare qui con le poco originali accuse di "associazione sovversiva" , "turbativa di governo" . Qui ho avuto molto tempo e ho imparato un sacco di cose insieme agli altri vestiti uguali tranne qual'è il crimine giusto per non passare da criminali.
Il mio tempo da recluso l' ho usato spesso anche per ricordare, anche se a volte faccio fatica a distinguere la traccia mnestica innestata da voi dalla mia vera memoria. Ho comunque recuperato il ricordo del nostro incontro, della mia indecisione rispetto al sottopormi all'innesto del pacchetto di memoria "Different world" e della sua insistenza fino a promettermi il rimborso completo qualora avessi sospettato solo lontanamente di essere mai stato alla Rikord, "nessuno è mai tornato indietro a lamentarsi e così sarà anche per lei, mi ci gioco la testa!"
Ora di tempo non ne ho più, sulla sentenza, vicino al mio nome c'è scritto pena capitale, ed è per questo che le sto scrivendo, per ottenere il rimborso a vantaggio della mia famiglia e, come capirà dalla polverina bianca nella busta, per riscuotere la posta della scommessa
Cordiali saluti,
Douglas,Queil


P.s.:
Questo Racconto è liberamente ispirato a "Ricordiamo per voi" di P.K.Dick. Di Dick è la frase "io sono fatto d'acqua, ....., guadagnarci da vivere" incipit del romanzo "Confessioni di un artista di merda". La frase " ora imparo un sacco di cose insieme a gli altri, ..., per non passare da criminali è presa dalla canzone "nella mia ora di libertà" di Fabrizio De Andrè mentre la mutante con tre seni viene dal film total Recall (Usa 1990) di P. Verhoeven















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