Il gelo del vento taglia i volti come un rasoio ed una mano incerta ferite negli occhi nel rosso pallore di un febbraio che possiede ogni spasmo involontario dei corpi e scarpe rigide nei giovani crepuscoli di giornate ancora non finite e nel riparo di un caffè bollente si legge il miraggio dei camini e di casa calde e rumorose
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