ri-ferirsi

scritto da Itsari
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Itsari

Testo: ri-ferirsi
di Itsari

quanto siamo fragili quanto siamo agili persi tra i nostri balletti circensi e i nostri cori da stadio in quella perfetta armonia con il niente cioè quello che viviamo ogni giorno dentro e fuori di noi.. quanto è complesso il naufragare?quanto è complesso vivere? domande alle quali non poniamo attenzione se non quando ti trovi di fronte ad un bivio e accendi l'ennesima sigaretta per capire da che parte andare, la nicotina ti consiglia, ti denuda, ti tramortisce, ti indica quella strada che altrimenti non avresti imboccato in quel continuo rigurgito di parole a te troppo lontane ma nello stesso tempo vicine che ti indicano il verso del boccale, il verso che forse non avresti mai pensato di scrivere dettato da quella continua ansia che ti devasta così come su una passerella ti ritrovi alla mercé di tutti agli occhi chiusi della gente che sogna il tuo danzare il tuo divenire farfalla e la tua morte.
vorresti non conoscere, non sapere, eppure sei costretto ad esserne informato chissà quanto staremmo meglio senza informazione che genera il pregiudizio, la paura infondata,il gelo a cui questa umanità ci ha abituato.. enormi cubi di ghiaccio si staccano dai nostri cuori.. dove trovare un'amata uguale a me? si chiederebbe uno sperduto majakovskij all'interno della sua rivoluzione personale.. forse un giorno scriverò io qualcosa su di lui evidenziandone l'aspetto più grandioso ovvero la sua dolce arma, la sua parola,così potente da eludere la sorveglianza, la ragione.
l'orrore ci attraversa e noi non ce ne accorgiamo troppo indaffarati a porre fine alla nostra miseria.. alla nostra pochezza, al nostro dolore.. e mi rivolgo alle divinità affinché possano accarezzarmi questa notte..ferendomi ferocemente immersi nella loro babilonia amplificatissima.
Paura era il suo nome e non riuscivo a dimenticarla.. mi girava la testa e non sapevo come controllarla.. quel battere incessante alla porta che si apriva docilmente lasciando spazio alla sua voce al suo profumo.. a quello che io ritenevo melodia a quell'atto eroico che si stava per compiere..
ma gli eroi sono il parto di una tragedia interiore, di una ricerca vuota, parto delle stelle che cerchiamo di far risplendere ogni qualvolta apriamo gli occhi e ci troviamo da soli avvolti da calde coperte figli di nessuno, in pigiama cercando un altro mondo da conquistare non conoscendo il nostro, avvolti in teneri abbracci alla ricerca della felicità complici del creato..spettatori assenti.
mi credi se ti dico che stiamo andando alla deriva?
silenzio.. silenzio, mentre il mare accarezzava piano i nostri fianchi..

Itsari
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