Il ferro di cavallo che effettivamente portò fortu

scritto da kurtz
Scritto 8 anni fa • Pubblicato 8 anni fa • Revisionato 8 anni fa
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Testo: Il ferro di cavallo che effettivamente portò fortu
di kurtz

dedicato alla memoria di mio zio angelo lanzavecchia, vincenzo fazio, cavaliere di vittorio veneto giuseppe lanzavecchia (il nonno), francesco lanzavecchia (papà), lucrezia quirico (nonna). mia zia ha novant'anni e i denti sono i suoi.

chuck norris è invulnerabile ai proiettili, perchè non sono loro che lo attraversano è chuck norris che ci passa intorno.

(confucio galilei)

…sentite qua, siamo nel ’43 o ’44, la guerra civile impazza , partigiani e asse ingaggiano feroci battaglie.

Mio zio angelo lanzavecchia, alias il matto, nel piemonte occidentale era più famoso di braccio di ferro e jesse james.

Si era rifugiato in collina, se lo beccavano erano cazzi.

La famiglia collaborava coi partigiani di ogni colore, pure con qualche tedesco o fascista che s’era rotto le palle (mia zia ne ha bruciate poche divise…) e svolgeva un ruolo fondamentale per le file dei partigiani ‘rossi’, garibaldini, banditen di prima scelta.

Grazie alla notorietà di zio angelo, al ruolo che svolgeva la sua famiglia, solero brulicava di spie.

Due in particolare, si spacciavano per partigiani sbandati.

Vennero a conoscenza del fatto che il fienile della cascina in cui vivo era la santa barbara dei garibaldini della zona, che i partigiani trovavano rifugio, divise e cazzi vari.

Mio nonno aveva una cazzo di boccaccia.

Per fortuna non si lasciò scappare la bomba atomica.

anzi, tre bombe atomiche

a) il mite mezzadro vincenzo fazio in realtà era un capo partigiano,

b) nonna spostava più armi della banda della magliana

e in testa alla classifica:

c) zia maria era una staffetta, grave , mortale ma nulla di che, se non fosse che era stata reclutata in fabbrica da un impiegato della suddetta, con cui era in contatto, walter audisio, alias comandante valerio (per chi ha vissuto in un bunker giapponese nel pacifico, il tizio che ha impiombato mussolini).

Fortunatamente i due banditen erano con lui, sentirono puzza di spie e volarono a casa per spostare le armi in un rifugio sicuro.

Durante il trasporto più veloce della storia di fucili, mitragliette sten mitra mp 40, pistole, granate e divise, si perse un piccolo revolver.

vincenzo, per andarsene con un bang o forse, perchè posseduto da chuck norris, salì su un muro, con un mitra mp 40 che s'era tenuto sotto il cappotto.

e così attese la morte che arrivava marciando.

un vicino lo spintonò e lo fece ruzzolare in un prato dietro casa..

Mia zia fece appena in tempo ad avvisare i presenti che era cascato un revolver e che per strada non c’era, doveva essere caduto nella cascina.

C’erano nonno, nonna, mio padre di quattro anni, che per la paura diventò itterico, nipote di mio padre, di due anni, zia, vincenzo e quattro famiglie di mezzadri, insomma una ventina di persone pietrificate che si mettevano in pace con dio o ci stavano litigando furiosamente.

Il revolver era sufficiente per far fucilare i fortunati, far stuprare le donne bruciare tutto e gli altri un giretto in sala torture.

Ogni sasso smosso causava attacchi isterici (o itterici nel caso di papà), ogni manciata di fieno una scarica di cacarella.

‘bene, qua non c’è niente’ e si caricarono mio nonno così impara a dir cazzate alla razza eletta.

Nessuno riusciva a credere di avere lo stesso numero di buchi di un paio d’ore prima.

Cerca cerca, il revolver si era incastrato sotto lo zoccolo di un cavallo, nel ferro.

Mio nonno fu scarcerato a suon di sacchi di fagioli, fave, ceci, farina e rotoli di lardo e mandato aff… in collina.

Così la famiglia continuò a fare la sua parte.

Le armi sono rimaste nel fienile, fino alla morte di zio angelo, una decina di anni fa, sapete com’è, meglio averle a non averne bisogno…

Mio nonno fu scarcerato poco tempo dopo, corrompendo un funzionario a forza di sacchi di fagioli e rotoli di Lardo. Durante la detenzione incontrò il povero Bruno Pasino, il quale gli disse in dialetto solerino:"Gipèt (Geppetto) se la scampiamo torniamo a Solero camminando sulle ginocchia"
Ma non ne ebbe modo
Il ferro di cavallo che effettivamente portò fortu testo di kurtz
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