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Lidia era una donna di straordinaria bellezza, con un sorriso che sapeva incantare e una voce che poteva trasformare ogni bugia in verità. Tutti nel paese la conoscevano e molti ne parlavano, ma nessuno riusciva a resisterle davvero. Aveva una particolare abilità nel dire ciò che gli altri volevano sentire, nel tessere storie così delicate che sembravano vere, anche quando non lo erano. Era la sua arma, il suo scudo.
Vittorio, un giovane falegname del paese, si innamorò di lei fin dal primo momento in cui la vide. Lidia, con i suoi modi gentili e i suoi occhi profondi, gli entrò subito nel cuore. Ogni volta che si incontravano, lei gli raccontava di un mondo che solo loro due potevano condividere. Gli parlava di un futuro insieme, di viaggi lontani e di una vita felice. Vittorio credeva in ogni parola.
“Un giorno, Vittorio, partiremo. Lasceremo questo posto, vivremo in una casa vicino al mare, solo noi due,” gli diceva Lidia con voce dolce.
Vittorio lavorava ogni giorno più duramente, risparmiando ogni moneta per realizzare quel sogno. Non gli importava se gli altri lo avvertivano: “Lidia non è come sembra. Ti racconta ciò che vuoi sentire, ma non puoi fidarti.” Lui ignorava ogni parola. La sua fede in lei era incrollabile.
Passavano le settimane, i mesi, e ogni volta che Vittorio chiedeva quando sarebbero partiti, Lidia sorrideva e trovava una nuova scusa. “Presto,” diceva. “Ancora un po’ di tempo.”
Ma il tempo passava, e Vittorio iniziava a sentirsi inquieto. Un giorno, con il cuore pesante, decise di andare a casa di Lidia senza avvisarla. Voleva sorprenderla, forse accelerare i loro piani. Quando arrivò, bussò alla porta con entusiasmo, ma nessuno rispose. Preoccupato, entrò lo stesso. La casa era vuota. Sul tavolo, solo una lettera.
“Vittorio, ho sempre saputo che non sarei rimasta. Non sono fatta per l’amore che sogni tu, quello stabile, quello sicuro. Ho bisogno di ali, non di radici. Ti ho raccontato una vita che avresti voluto vivere, ma non era la mia. Mi dispiace, davvero. Spero che un giorno mi perdonerai.
Lidia.”
Vittorio rimase immobile, con la lettera tra le mani, il cuore spezzato. Tutti i sogni, tutte le promesse, si erano dissolti in una manciata di parole. Aveva amato una bugia, un’illusione, e ora non gli restava nulla se non il vuoto e il silenzio.
Le voci nel paese, che lo avevano sempre avvertito, erano vere. Lidia era una donna bugiarda, e lui non aveva mai voluto ascoltare.
Da allora, Vittorio non fu più lo stesso. Il suo viso, un tempo sereno e luminoso, si coprì di ombre. Continuava a lavorare nella sua bottega, ma il suo cuore rimase per sempre intrappolato in quel sogno infranto, perso in un amore che non era mai stato reale.
Gli anni passarono, e Vittorio continuava a vivere nel silenzio della sua solitudine. La sua bottega, un tempo piena di vita e speranze, divenne il rifugio di un uomo che non si riconosceva più. Il legno che lavorava con le sue mani sembrava assorbire tutto il suo dolore, come se ogni truciolo portasse via un pezzo di quel cuore spezzato che Lidia aveva lasciato dietro di sé.
Ma il paese non dimenticava. Le voci su Lidia erano diventate quasi una leggenda: “La donna bugiarda che aveva ingannato Vittorio”. Tuttavia, c’era un nuovo sussurro che circolava nelle taverne e nei mercati. Alcuni dicevano di averla vista, lontana, in un paese oltre le colline. Viveva lì con un uomo ricco, felice, almeno in apparenza. Altri giuravano di aver sentito che non aveva mai dimenticato Vittorio, e che il suo abbandono non era stato così semplice come sembrava.
Un giorno, durante un grigio pomeriggio d’autunno, mentre Vittorio era intento a levigare un vecchio tavolo, sentì un bussare alla porta della sua bottega. Era un suono che non aspettava, ormai poco frequente nella sua vita monotona. Aprì la porta con poca convinzione, ma davanti a lui trovò una figura che non aveva mai immaginato di rivedere.
Era Lidia.
Il tempo non sembrava aver toccato la sua bellezza, ma c’era qualcosa di diverso nei suoi occhi. Una tristezza, forse un rimorso, che non aveva mai mostrato prima. Rimase lì, in piedi, guardandolo senza dire una parola, mentre il vento autunnale le faceva ondeggiare i capelli.
“Posso entrare?” chiese lei con una voce appena percettibile.
Vittorio, colpito da una confusione di sentimenti, fece un passo indietro per farla passare. L’aveva sognata e maledetta mille volte, ma mai si era preparato per questo momento. Perché era tornata? Cosa voleva ancora da lui?
Sedettero in silenzio, l’aria tra di loro carica di domande non fatte.
“Non dovevo andarmene così,” iniziò Lidia, gli occhi che si riempivano di lacrime. “Pensavo di volere una vita diversa, pensavo di essere destinata a qualcosa di più grande, ma… mi sbagliavo.”
Vittorio la osservava, senza sapere cosa dire. Tutte le emozioni represse, l’amore, la rabbia, il dolore, si mischiavano in un caos dentro di lui. Alla fine, trovò la forza di parlare.
“Perché sei tornata? Dopo tutto questo tempo?”
Lidia abbassò lo sguardo. “Perché ti ho sempre amato, Vittorio. Anche quando ti raccontavo tante bugie. Forse non lo capirai mai, ma ho mentito perché non sapevo come amare nel modo giusto. Ho paura di fermarmi, di essere vulnerabile.”
Vittorio la fissò incredulo. Quelle parole, che un tempo avrebbe accolto con gioia, ora suonavano vuote, prive di significato. Non poteva più fidarsi di lei, non poteva più credere in quelle promesse spezzate.
“Lidia,” iniziò con voce ferma, “forse un tempo ti avrei accolto di nuovo, avrei voluto credere che le cose potessero essere diverse. Ma hai distrutto qualcosa dentro di me che non si può riparare. Io non sono più l’uomo che amavi ingannare. E tu… tu non sei più la donna che amavo.”
Lidia lo guardò, consapevole che le sue parole erano come lame che affondavano nel suo cuore. Ma sapeva che aveva ragione. Lei era una bugiarda, e quel passato che avevano condiviso non sarebbe mai potuto tornare indietro.
Si alzò lentamente, asciugandosi le lacrime. “Spero che un giorno potrai perdonarmi.”
Vittorio non rispose. Guardò solo fuori dalla finestra, il cielo plumbeo che rifletteva il vuoto che sentiva dentro. Lidia si voltò, uscendo dalla bottega senza dire altro.
Quando la porta si chiuse dietro di lei, Vittorio sospirò profondamente. Non c’erano più lacrime da versare, né sogni a cui aggrapparsi. Solo una pace amara, quella di aver finalmente lasciato andare un amore che non era mai stato davvero suo.
E Lidia? Continuò a camminare, lontano dal paese, sapendo che questa volta non ci sarebbe stato più alcun ritorno.