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Il Sogno Di Una Favola
Una sera improvviso il sonno
arrivò così dolcemente, mentre
pensavo al mio amore, che da sola
un giorno mi aveva lasciata, il mio
cuore ancora batteva per lui per
una vita vissuta piena d’incanto
e di un sentimento incandescente,
che ci aveva fatto innamorare e
rendere felici ogni giorno della vita.
Ho sognato e ho visto tante strade
del mondo, mentre lui era insieme a me,
cavalcando cavalli alati, volando
sempre più lontano, oltre l’orizzonte.
Attraversando praterie sconfinate,
dove i tramonti dipingevano il cielo
di nuvole rosse come il fuoco,
e il sole, timido, si nascondeva
tra le onde del mare.
Sotto un manto di stelle, il cielo brillava,
coprendo la terra di meraviglia.
E lassù, la luna, più grande e più bella,
ci guardava dall’alto,
come un sogno sospeso nel tempo.
Gioia e speranza ci accompagnavano
tra boschi animati dal canto degli uccelli,
dove il mattino sorgeva lieve e la notte
vibrava del canto delle cicale.
Era una favola bella, vivo nella mia anima.
Nel sogno, lui mi guardava,
i suoi occhi brillavano come stelle,
e il suo sorriso illuminava il volto,
più bello di quanto mai fosse stato.
Desideravo un bacio,
ma restavo accanto a lui,
in silenzio, sperando
che fosse lui a venirmi vicino.
E poi, come per magia,
mi trovai tra le sue braccia.
Il mio cuore batteva forte,
e quella felicità mi ha fatta
come sciogliere in una felicità
e una dolcezza mai avuta prima
di allora, tutto così surreale da
volere rimanere per sempre
tra le sue braccia.
Un sogno bellissimo sublime,
dove poi ci ritrovammo in un prato
ricoperto di fiori, dove lui mi adagiò
e il nostro amore si tinse di rosa
e ancora di più si aprì e sboccio’
come un fiore che ai raggi del
sole in tutto il loro splendore
i suoi petali fa aprire.
Sognai tutto con meraviglia
fu un vero scoppio di gioia.
Ad un tratto improvvisamente
tutto svanì, con il risveglio del
sogno, in cui mi fece aprire gli
occhi ad un mondo, che ancora
avrei voluto mi tenesse nel suo oblio,
cercai nuovamente di chiudere
gli occhi e di rimanere lì ripensando
a quello, che il sogno mi aveva donato
di tanto sublime.
BENEDETTA.