Riflessi di Luna

scritto da Pino Cuomo
Scritto Ieri • Pubblicato 13 ore fa • Revisionato 13 ore fa
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Autore del testo

Immagine di Pino Cuomo
Autore del testo Pino Cuomo
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Lascio al mare il peso dei miei rimpianti, mentre la notte cede il passo alla prima luce. Comprendo che l’amore non si spegne, cambia soltanto forma, diventando l’orizzonte verso cui continuo a camminare…
- Nota dell'autore Pino Cuomo

Testo: Riflessi di Luna
di Pino Cuomo

Le onde continuano ad accarezzare la riva con un ritmo lento e antico, portando una schiuma leggera sulle impronte lasciate sulla sabbia e dalla malinconia. Quel solco profondo, inciso a mani nude nella sabbia umida come un cuore lacerato, resta là a testimoniare il peso di una promessa svanita troppo presto.

Ogni onda che si avvicina non cancella l'impronta, ma la sfiora appena, posando una scia d'argento sul bordo della ferita, come a voler medicare la terra e l'anima. Il castello di nuvole che avevamo dipinto insieme nei pomeriggi d’estate si è disciolto nel vento del tramonto, ma l'aria attorno a me conserva ancora un'eco familiare: la traccia di un sorriso limpido, il ricordo sottile del suo profumo che rifiuta di svanire, intrecciato al sale e alla brezza della sera.

Guardo le prime stelle che lentamente iniziano ad accendersi come piccole lucciole sospese sul mare; la spiaggia non appare più soltanto come il luogo del dolore, ma come un palcoscenico silenzioso dove la vita continua a respirare. Il mare ascolta in silenzio il battito di un cuore ferito che sa ancora amare, custodendone il ricordo tra le onde per trasformare la rabbia in un incanto senza tempo.

Nessuno risponde al silenzio della notte se non il soffio costante del vento, che accarezza i pensieri e li trasforma lentamente. Quell’impronta spezzata nella sabbia, toccata e ritoccata dalla schiuma marina, non è più un segno di rabbia, ma un piccolo specchio d’acqua che riflette la luce della mia luna, consolatrice dei miei tormenti…

Nel buio che avvolge la costa, il ricordo di quel sorriso non brucia più come una ferita aperta: diventa una lanterna accesa nel profondo del mio petto. Il castello volato via tra le nuvole lascia il posto alla certezza che l’incanto vissuto, anche se sfuggito dalle mani, è rimasto impresso dentro, dove nessun soffio di vento potrà mai cancellarlo.

Il mare, testimone silenzioso di ogni pianto e di ogni speranza, deposita sulla spiaggia una conchiglia dal riflesso di perla. L’ho raccolta per custodire la bellezza di ciò che è stato, mentre la marea, piano piano, ricopre il solco ferito e restituisce alla spiaggia la sua distesa liscia, pronta per un nuovo cammino.

La mia amica luna stende un mantello di lucciole dorate sull’immensità delle acque e il mare sembra sussurrare una promessa antica: Nulla di ciò che è stato amato con vera forza, va davvero perduto.

Quel soffio di profumo e l’eco di quei sorrisi non sono cenere del passato, ma polvere di stelle rimasta ad illuminare il mio cammino. Stringendo quella conchiglia tra le dita, alzo lo sguardo verso l’orizzonte dove il cielo incontra l’infinito. Il cuore, guarito dalla dolcezza della notte, torna a battere un ritmo nuovo, pronto a scoprire, alba dopo alba, un sogno ancora più grande, destinato a volare più in alto di qualsiasi nuvola e a brillare per sempre nell’incanto del nuovo giorno che nasce...

 

Riflessi di Luna testo di Pino Cuomo
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