Io no spik inglish (11° giorno)

scritto da Vince75
Scritto 19 giorni fa • Pubblicato 11 giorni fa • Revisionato 3 giorni fa
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Testo: Io no spik inglish (11° giorno)
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mirco.pezzenti@hotmail.it                                                                                                                    Mercoledì 16 agosto 2017 alle ore 22.03
francesco.caruso@libero.it
SOMETIMES DREAMS COME TRUE
Caro Francesco, giornata campale. E chi se la dimentica? Intensa ed emozionantissima. Provo a scrivere, non so che cosa ne verrà fuori.
Tralasciando il solito trantran, colazione discutibile e pullman, arrivo a scuola e vedo Hassan. Non pago di quello che è accaduto ieri, ne ha fatta un'altra delle sue. Doveva essere interrogato dalla prof Grace...come ha pensato di presentarsi in classe? Vestito come se fosse un giocatore dell'Arsenal, tanto per arruffianarsi la prof (tifosa sfegatata dei Gunners). Obiettivo fallito, ha incassato un'insufficienza...ahahah!
Poi all'intervallo, ricordandomi della promessa fatta a Nicole, mi avvicino. Con prudenza, considerando la differenza d'età e il suo fisico:
"Ciao Hassan, come va?"
"Bene.Tu?".
"Bene. Ma ieri hai visto Nicole?".
"Chi?"
"Nicole, la tedesca. Quella bassa e bionda".
Ci pensa un attimo:
"Ah sì, caruccia".
"Caruccia? Ma è successo qualcos...".
"Ti devo salutare, ciao". Davanti a noi era appena sfilata Gabriela, la brasiliana. Come un cane dietro all'osso, è partito a razzo. Stavolta spero che abbia la decenza di non fare offerte monetarie.
Capito Francesco? Morto un papa se ne fa un altro. Forse almeno questo dovrei impararlo da lui. Io, che ho perso anni dietro a donne per le quali neanche esistevo. L'angolo del masochista è finito, andiamo avanti.

All'uscita di scuola mi trovo con Nicole e Uwe. Mi propongono di trovarsi a cena a Richmond. accetto volentieri. Tuttavia ho un'escursione al tempio del calcio, il Wembley Stadium. Non so per che ora mi sbrigherò, e allora mi scopro ardito. Dopo nove giorni che la conosco chiedo il numero del cellulare a Nicole, alleluia. Me lo concede senza problemi; basta questo per elettrizzarmi e farmi sperare l'inimmaginabile.
Fiducioso mi allontano verso il treno, e poi la metropolitana per arrivare allo stadio.
Lo so, starai dicendo che comunque ci sarà Uwe.Pazienza. Ho capito che non sono come Renato Zero, io il triangolo lo devo considerare. 

Prima della visita guidata mi fermo allo store dello stadio; interesting. Dopo un giro perlustrativo decido di acquistare un libro sulla storia di Wembley, ed anche un magnete. Sul quale c'è scritto:"If you are first,you are first. If you are second. you are nothing."E' una frase di Bill Shankly, ex calciatore ed ex allenatore del Liverpool. Certo, non è una massima molto decoubertiana. Devo ammettere, però, che sono abbastanza d'accordo con essa. 
The time is now, è giunta l'ora della visita. Emozionato passo i controlli di sicurezza ed entro nello stadio, uao! Grande impatto, struttura moderna e maestosa. Per prima cosa ci portano (siamo un gruppo numeroso, penso circa 30 persone) a fare un giro sugli spalti. Essendo da solo mi sento un po' in imbarazzo, vorrei chiedere di farmi una foto...ma a chi? A togliermi le castagne dal fuoco provvede una distinta signora inglese di mezz'età, che si offre volontaria per riprendermi. 
Hai visto la mia foto mentre alzo la FA Cup? Che figata! Sì, ovviamente è una replica...altrimenti credo che sarei nelle galere inglesi. Terminato il giro sugli spalti scendiamo negli spogliatoi. La guida ci racconta la storia dello stadio; la nascita,le partite, la demolizione, la costruzione della nuova struttura. Puntigliosamente precisa, con un certo orgoglio, che è il secondo stadio in Europa (il primo mi pare che sia spagnolo) per il numero di toilette.
Beh, utile...anche per chi come me ha quei problemi. Anzi ti dirò che forse quando tornerò in Italia sarà il caso di farmi un bel checkup.
Ci spostiamo poi nella zona dove si svolgono le conferenze stampa; inizia lo show della guida. Appena ha saputo che c'è un gruppetto di italiani...è stato come ricevere un assist per fare gol a 30 cm dalla porta vuota. Parte l'imitazione di Antonio Conte, il tecnico italiano del Chelsea. Che comunque ha ben figurato, vincendo il campionato inglese al primo tentativo. La guida scimmiotta le pose del mister leccese,le sue frasi, i suoi tic. Ilarità generale, la performence è stata apprezzata dal pubblico. 
Per finire la guida ci divide in due squadre, e ci fa fare l'ingresso in campo di corsa come se fossimo dei calciatori...wonderful! Con rammarico osservo dal prato verde lo stadio per ultima volta, sembra ancora più bello di come l'avevo visto all'ingresso. Sono stati davvero soldi ben spesi.

All'uscita scrivo a Nicole dicendo, sono passate da poco le 18, che mi ci vorrà circa un'ora per arrivare a Richmond. Mi risponde subito in maniera affermativa, ci sarà. Francesco, ecco un'altra bella scarica di adrenalina...capito che tipo di giornata ho passato?
Arrivo a Richmond al posto concordato, e big surprise.
Clamoroso al Cibali...sorry a Wembley! Di Uwe non c'è traccia, c'è solo Nicole. Evviva!
Lei lo giustifica dicendo che non si è sentito bene. Ha pagato dazio per i litri di birra bevuti consecutivamente tutti i giorni per più di una settimana? Sarà anche allenato ma è più vecchio di me. Ma fondamentalmente chissenefrega. Ora conta solo la mia dama bionda. Che è lì, davanti a me, in tutto il suo splendore.
Parlo a Nicole dello stadio, ma a lei non frega molto del calcio e passo oltre. Il discorso si sposta su faccende scolastiche, e poi su vicende più intime. Nicole mi racconta che col suo fidanzato (Ahi! Fitta al cuore!) le cose non vadano benissimo (giubilo) ma lei gli vuole ancora bene (sigh!). Poi mi chiede della mia vita sentimentale. Francesco, la risposta reale sarebbe questa:

Ecco. Invece ho inventato balle. Ho avuto delle relazioni, ma sono stato sfortunato...e triccheballache. Lei:"Ah, ma uno bello ed intelligente come te...strange!". Ho incassato il complimento gasatissimo, altra benzina su un fuoco già sviluppato. 
Il tutto è durato assai poco, Nicole è velocissima a mangiare. Direi meno di mezz'ora.
Non potevo tornare al loculo...ehm a casa senza un ricordo di questo incontro epico. Ho trovato il coraggio per fermare una signora su un ponte di Richmond, e chiederle di scattarci una foto. Io che abbraccio Nicole, il sole che filtra tra le nuvole e ci bacia.
Avrei preferito baciare lei ma vedremo...mancano ancora tre giorni. Tutto può succedere.
God Save the Queen!
Ciao.

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