Lacrime amare,
versate su un cuscino ormai troppo fradicio.
La ragione condanna il mio cuore che,
preso dalla puerilità,
è cascato in un inganno.
Ferite disinfettate dal tempo,
non con altro amore,
ma con altre sofferenze.
Dolore, dolore, dolore
si, è questo che sento
e questo che meriti.
Oh, profanatore del mio cuore,
quante disgrazie ho pregato ti accadessero,
quante afflizioni speravo ti colpissero,
oh, quanto amore provo per te.
Non amo te come persona,
oh no, no.
Non potrei amarti come tale,
non sei un essere umano,
sei un animale.
Un animale furbo, ingannatore,
ma romantico, sensuale, possessore.
Ormai il mio scrigno sacro
è andato in mille pezzi,
uno di loro, si, ha ucciso me.
Il dolore di un viaggio nel passato... testo di novus_cleopatra