Ho incontrato un ricordo. L’ho incontrata accesa di riflessi; ho visto un’onda nera evolvere, l’ho vista carezzare placidamente le angosce del dubbio; ma perché ti vedo inceder a questa maniera? e la normalità che banalmente scorre, il flusso trito di questa stolta schiera, che ti riveste d’unicità e splendore, arcano maggiore, segreta torre, tra tutte le tue ricchezze v’è e v’era ancora il martellante fuso ardore di qualcosa lontano mai rimarginato, un abbraccio intenso dimenticato. È una frattura dimensionale che Improvvisa e rapida schiocca; una frusta che colpisce, è quell’orologio che rintocca. Fuoco d’attimo, un respiro; tutto è tornato, tutto è passato, in un universo alle grida sordo, in te dolce e mai avuta essenza, che ammiro e vivo al ricordo.
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