La comprensione del testo.

scritto da ruggiolol
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Testo: La comprensione del testo.
di ruggiolol

Stando a quanto leggo e vedo, è in corso la seconda ondata di certo Covid, per i più precisi Covid-19, per gli esperti infezione da Sars-Cov-2. Al paese mio lo chiamano "U'coron" (il corona). Si omette "virus" perché ancora non si è proprio certi sia tale, o forse abituati a semplificare, dire "U'coron" già basta a far capire all'interlocutore di che si parla . Ora, io non entro in merito alle decisioni politiche nazionali o regionali, poco mi interessa dirvi la mia su Peppe Conte, sulla scuola o su qualsiasi misura adottata. Vi scrivo per dirvi la mia esperienza coi virus.

Qualche tempo fa,trascorso l'anno post diploma a lavorare nei campi per raccimolare soldi, decisi di provare il test di ingresso per la facoltà di biotecnologie e seguire la strada della scienza perché curioso e affascinato da tanti, forse ancora pochi ,gli studi a riguardo di un mondo che mai smetteremo di studiare e conoscere.
Il primo anno rimarrà nella storia, non solo per i volti incontrati e le esperienze fatte con gente che ringrazierò a lungo ancora nonostante le strade si siano divise ma perché dopo aver studiato sui libri cosa è un virus, mio malgrado ho avuto la sfortuna di averlo conosciuto in prima persona sulla mia pelle.

(Dopo aver "perso" l'anno dopo il diploma, mi immatricolai ed a giugno dello stesso anno fui costretto ad interrompere nuovamente gli studi)

Mentre scrivo ho i brividi, riesco a controllare i battiti del cuore, non piango ma mi si è chiuso lo stomaco e raffreddate le mani.

Se penso al virus, penso a quello gnomo che nella credenza popolare si dice che nel sonno ti prenda per la gola e ti tolga il respiro, ti indebolisce e ti rende debole fino a che non ti svegli e ti rendi conto di tutto.
Però la sensazione, appena appena resta.

Ho avuto una degenza di 27 giorni in ospedale a cui si aggiungono sei mesi in cui dovevo aver timore di sudare nonostante fossimo in estate, non potevo abbuffarmi, né bere caffè, birra, bevande gasate,nè andare al mare e né niente. Per un virus. Potevo e dovevo solo difendermi come potevo e proteggere gli altri perché lo aveva detto la mia dottoressa. Dall'ultimo arrivato in reparto, nell'arco di mezza giornata sei diventato il primo in graduatoria per il trapianto, mi disse dopo le dimissioni.Aggiunse, per mezza giornata non sei volato in elicottero a Torino.Per un virus.
Ed invece no, il mio primo volo l'ho fatto qualche anno dopo ,a Berlino ,senza virus e non per problemi di salute.

Mi ricordo i giorni in ospedale, tutti uguali, gli infermieri, gli Oss e i medici che mi assistevano. Per un virus. Mi ricordo quando pensavo ai miei docenti che parlavano di virus, spacciando definizioni come se servissero a comprende a pieno cosa in realtà fossero. Poi mi ricordo che qualche volta il mio medico a telefono mi aveva parlato in seguito a qualche diarrea di un virus intestinale che nel giro di qualche giorno lascia l'organismo da sé.

Non mi spiegavo perché però dopo 15 giorni in ospedale per me non c'era la luce, perché dopo 27 tornato a casa non potevo riprendere la vita normale, perché non potevo tornare alla vita Universitaria a Potenza. Perché dovevo stare a casa e aver paura di tutto. Ma poi dovevo pure proteggere gli altri da me, dal virus e quindi da me e il virus che era noi.


Me la ricordo quella situazione e quella presa di coscienza come se fosse ieri, perché in fondo sono esperienze che segnano ed insegnano, trascinandosi come detriti in un fiume roba che mai più torna, e se torna non come prima.

A volte mi sembra di rivivere le stesse situazioni, vedo dall'esterno i comportamenti di chi dovrebbe adottare un protocollo preciso per proteggere il prossimo e non riesco ad
arrabbiato. Non è strano, mi prende il dispiacere. Ecco.

Mi dispiace che a fronte di lauree, specializzazioni, master e phD sia stata rimossa la comprensione del testo in cui la maestra, alle scuole elementari ci chiedeva di rispondere a 5 domande inerenti al testo e poi dava il giudizio, che quando "ottimo e affiancato da uno smile" era la gioia di mamma e papà.

Se di buon senso non si può parlare, che si vada a rivedere la comprensione del testo che se da marzo non abbiamo capito un cazzo di come comportarci , mi sa che manco il lockdown serve.





La comprensione del testo. testo di ruggiolol
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