Prima che l’oscurita’ del lungo inverno avvolga nella bruna terra il mio cuore, dorato fogliame accolgo nelle mani stanche, nel soffice muschio attutisco il suono afono delle lacrime. La fredda carezza di un debole vento cristallizza la mia anima rintanata in un sempiterno letargo… E lì, sospesa tra scintille di vita, aspetto una voce che gridi il mio nome per diradare così la nebbia che avvolge il mio esistere.
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