Ci hanno spesso insegnato a fare sempre quello che il cuore ci indica, ma io non so più se pensarla così. Quando il cuore mi ha indicato dove andare, ho sbagliato strada, ho imboccato, forse, quella contorta, buia e tetra. Sono rimasta su quella via per molti anni. Prima di ritornare al presente, ho rimurginato su ciò che era stato, lunghe notti ho versato lacrime amare di cui non sto qui a raccontare. Giorni e giorni e mi sono masturbata il cervello, senza pensare al qui ed ora di cui tanto parlano. Ho cercato dentro di me quel qualcosa che potesse aiutarmi a riemergere dalle tenebre più oscure, perché in quel momento pensavo di non farcela, di non essere più in grado di affrontare la mia vita come meglio volevo e potevo. Ero estranea alle mie parole, ai miei fatti, alle mie esperienze; come se queste fossero state fatte da altri. Alla fine l'altra ero proprio io. Da quel giorno ho iniziato a riallacciare i rapporti e a fare amicizia, una nuova forma di amicizia con la me di un tempo, che adesso è un altra me, una me con più consapevolezza e desiderio di affrontare con resilienza le vie spietate di questa vita.
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