The seeds of love

scritto da Oana
Scritto 23 giorni fa • Pubblicato 22 giorni fa • Revisionato 22 giorni fa
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Autore del testo Oana

Testo: The seeds of love
di Oana

È il quinto giorno senza che il sole ti regga i lividi che ti porti dentro. 
Ti dole. Rinunci. Sospiri.
Nulla fu tuo.
Tutto lo è stato, padrone illuso della vita terrena, prigioniero del dolce inganno sussurrato sotto l’ombra del ciliegio che non piantasti mai, una sete mai saziata.
In un urlo invocasti in te demoni famelici del l’animo cereo. Sembravano fossero i redentori della pace bramante nascosta dentro le tombe, ma gli occhi furibondi incidevano antiche verità nelle parole pronunziate supplicando soccorso, guarigione, fruttuosa ricompensa.
Il senso. Il proprio. L’appartenenza.
Tra le crepature sanguinose si poté intravedere i rami dei ciliegi mortali, petali velati che caddero sinuosamente a terra come la calda pioggia mai compresa.
Quella sete, quasi proibita, che bramasti di accollarla tutta in tutte le sue stagioni, ma non l’avresti mai fatto.
Una vigliaccheria negandoti il coraggio, la malinconia, la pulizia. Le note stonate ed il canto che tutt’oggi evolve. Ti negasti la calma della tristezza, negasti l’armonia e l’abbondanza sulla pelle sofferente. Perdesti il privilegio di vivere la stanchezza, la storia che supplicasti negli secoli.
Dolore seminato.
Dolore sbocciato.
Urlasti contro la rabbiosa fredda pioggia che ti apparve come nemica e temesti la rivoluzione delle frecce che ti entrarono dentro le fragilità delle stanze nascoste colme di fremito senza fuoco e di colpe senza dubbio.
I semi della lacrimazione nell’oscurità diventarono nutrimento e continuasti a camminare senza scopo dissipato nel flagello dell’aberrazione.
Moristi mentre a sorsi inalavi anomalia del mondo evasa in te. Peccato primordiale ramificato che sgorgò in entità viventi dalla colpa mai ammessa.
Festeggiarono in te la caduta e l’abisso furente ingoiandoti la carne e tua linfa.
Ti abitarono. Goderono. Rispecchiarono corrosive menzogne per spegnerti le stelle e la meraviglia.
Riuscirono. Diventasti le medesime.
Danzarono in te la solitudine delle tenebre che cercasti tra le righe dei morti.
Di giorno e di notte. Incessantemente. Dall’alba al tramonto.
Non trovasti mai una risposta che non sia già stata scritta. Mai una ode che non sia stata udita. Mai un altro cielo che non sia stato contemplato.
Nulla fu tuo. Tutto lo è stato, perché fosti il mondo, il suo fulcro in un uomo. Che non vide il sole.
Un uomo che smarrì il senso del mistero.
La strada. L’innocenza. L’unicità.
Perdesti il senso del dolore. Il Perché. Il senso del difetto, del tempo eterno, dell’errore e della vita che abita gli alberi e gli occhi.
Moristi mentre percepibile inizio ti rivelò la giustizia, luce che non se ne andò mai, sole che non smise di rinvigorire.
Sentisti vergogna, vedesti i germogli dei ciliegi in primavera, la prosperità della moltitudine dei campi e dei fiori in piena fioritura. Sentisti l’amore che ti accolse senza giudicare.
Diventasti l’uomo che poté raccogliere i frutti dei ciliegi maturi e l’abbraccio che avevo in serbo per te.

The seeds of love testo di Oana
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