L’aria tersa, lo sguardo perso, fuori di testa.
Lui respirava minuti di follia senza rendersene nemmeno conto.
“ Odio sopravvivere in questo modo, vestito di sola ipocrisia e di poche inutili parole”.
Lo aveva detto tante volte dentro sé. Tanto da farsi male ad ogni occasione in cui la sua psiche incontrava il pensiero di Lei.
La luna era già visibile, nelle foschie rarefatte di quell’orrenda periferia.
“Perché continuare a ridacchiare forzatamente a questo viscido ologramma che raffigura la vita?”
Lui lo pensava strenuamente. Ogni giorno, da quel fatidico giorno. Ogni minuto da quel semplice Addio.
E’ nell’imbuto della depressione che stava affondando con tutto se stesso.
“Forse è quello che merito?” – pensava mentre scrutava Lei sul sedile posteriore della sua macchina.
I ricordi sembravano macigni invisibili, legati all’anima da corde sporche e stridenti.
- “Ti ho cercato abbastanza per la rassegnazione ?” - si rivolgeva a Lei con gli occhi indecifrabili da qualunque essere “normale”.
“Io non so come si osserva dentro la propria anima. Non conosco gli abili strumenti della persuasione e la mia immagine non è limpida e trasparente da potermi aiutare” stava scrivendo su fetido pezzo di carta ingiallito ritrovato sotto il tappetino del sedile davanti.
Poi si era rivolto verso Lei, accarezzando il sedile passeggero con la mano destra e voltando indietro la testa verso i sedili posteriori
-“E tu se i qui, adesso, contro la tua volontà , contro ogni volontà, contro ogni destino.”
Ma lei non poteva rispondere.
Il forte nastro da elettricista le tappava la bocca, e il terrore dentro l’anima permettevano a Lei di esprimersi solo con lacrime e piagnucolose lagne simil-grutturali.
-“ Tu mi implori di slegarti” - capiva Lui.
- “Lo sai che non posso” -.
-“Potrei non farcela a respirare le ondate infinite di nostalgia vissute fin’adesso, lontano da te..”
- No! No sono pazzo desy! -
-“Non voglio farti del male , almeno per ora”-
Lui si girò avanti e fissò lo specchietto retrovisore.
-“Ti ho solo amato per tutta la vita, e voglio continuare a farlo per il resto dei miei giorni”- .
- “Lo so che ti portato qui con la forza!” -
-“Ma è l’amore che mi ha dato questa forza. Cosa credevi, che si potesse buttare al vento tutto il nostro passato come se fosse un raccolto andato a male?”-
- “Io non riesco a vivere senza di te! , cerca di capirlo!” – si girò nuovamente di scatto verso di Lei.
Accarezzando fra le mani tremanti una Beretta calibro nove.
-“Tornare insieme?”-
-“No Desy, non così facilmente come pensi tu!”-.
Accennò un sorriso, truce per la sua inappropriatezza.
-“Io voglio stare con te per sempre”-
Gli occhi gli si illuminarono di una luce intensa.
Il “sempre” per Lui significava un luogo senza tempo, senza insidie , senza rancori… certamente non questo tempo né questa dimensione.
- “Da quando mi lasciasti, ogni volta che ti vedo insieme a quel Bastardo, il mio cuore implora di potersi fermare… come se lo potessi fare facilmente, a comando”-.
Da sedile posteriore , parole incomprensibili macchiate di panico diventavano via via più intense.
Lui prese la pistola.
- “Desy, mi stai dicendo che mi ami solo per sfuggirmi un’altra volta!”-
-“Non ci casco, non attacca…”
Due colpi flagellarono il silenzio.
Il triste eco risuonò nel modo più assurdo e surreale., mentre la luna era ormai discesa come un faro su quella maledetta auto.
Lei alzò la testa pian piano, credendo si essere morta.
Non lo era, ma vide il sangue di Lui appiccicato dappertutto.
Il terrore e il ribrezzo lasciarono per un attimo posto al sollievo di averla scampata da colui che era stato suo compagno per dieci anni e aguzzino per poco più di un ora.
L’aveva risparmiata. Attimo di lucidità o estremo atto d’amore?.
Il primo colpo infatti aveva trapassato il lunotto posteriore mandandolo in frantumi
Di certo era sicura che non l’avrebbe mai più dimenticato.
ISICREATIVE 2008
PSICO-LOVE testo di Isicreative