La forza e l段nfluenza dei gesti

scritto da Una finestra di idee
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Testo: La forza e l段nfluenza dei gesti
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Se ci fermassimo a pensare ai gesti che usiamo nella lingua italiana, rimarremmo stupiti per la loro quantit� e diffusione.
Esistono gesti uniti alle parole e gesti fatti senza parlare: per questo siamo soliti utilizzare un vero e proprio linguaggio non verbale. Si gesticola in tutto il mondo ma non esiste un linguaggio dei segni universale. Il significato di uno stesso segno cambia da paese a paese, da cultura a cultura. Attenzione, ad esempio fare il segno OK (pollice e indice uniti a cerchio) in Russia, Francia, Brasile, Germania o Grecia poich� in questi paesi � un gesto offensivo. In Giappone, invece, significa 轍uanto costa?�.
Ancora, il gesto della lettera V (fatto con indice e medio) in Italia e Stati Uniti significa vittoria, mentre in Grecia, Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda vuol dire 天ai a quel paese�.
Se chi parla, piega l段ndice verso di s� pi� volte, in Italia vuole comunicare un innocuo 天ieni qui� ma nelle Filippine, invece, � punito con l誕rresto perch� ritenuto molto offensivo.
Ci� che � significativo e curioso � che i linguaggi non verbali sono presenti in tutti i popoli e sono incredibilmente ricchi, completando la lingua verbale locale.
Possiamo dividere i gesti in cinque grandi gruppi. Esistono, in primo luogo, quelli espressivi: gesti involontari che indicano un弾mozione, come pestare i piedi per rabbia, alzare le mani o i pugni in segno di gioia, picchiettare le dita sul tavolo nervosamente. Poi ci sono i gesti mimetici che imitano i movimenti di un oggetto, animale o di una persona oppure raffigurano nell誕ria una forma: ad esempio, unire le mani e appoggiarvi la faccia per dire 滴o sonno�, muovere la braccia come ali per rappresentare un uccello che vola. Un altro gruppo e� quello dei gesti batonici, fatti quasi senza accorgersene, segni usati nel parlare con enfasi muovendo mani e braccia come se si avesse in mano un bastone, ad esempio per enfatizzare il parlato in un comizio politico.
Esistono anche i gesti deittici con cui si indicano cose e persone con un dito oppure a mano aperta. Infine ecco i gesti detti simbolici: sono segni intenzionali e consapevoli, stabiliti dalla societa� e/o dalla propria cultura. Sono quindi capiti solo in quell誕mbito. Ad esempio, la mano a tulipano st� per 鼎he dici?� o l段ndice sulle labbra per chiedere silenzio (tipici segni italiani), o ancora il segno della croce (proprio della religione cristiana). Gli esempi potrebbero continuare all段nfinito!
Insomma, la lingua italiana ha una gestualit� molto variegata e ricca di storia che spesso non ci accorgiamo di usare ma che � patrimonio della nostra cultura e che quindi teniamo a ricordare.

LA REDAZIONE
de 鏑a finestra�

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