Non impicciarti

scritto da Deaexmachina
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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non sai mai dove ti porterà la vita
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Testo: Non impicciarti
di Deaexmachina

L'ultimo segnale dell'universo aveva avuto la voce di un'anziana in fila alla Posta.
"Sentirai qualcosa... non impicciarti".
Di sensitivi, maghi, fattucchiere, la sua vita era sempre stata intrisa: Lola era carta assorbente su cui qualcuno lasciava il suo messaggio d'inchiostro.
Il matto del paese, quello che aveva la casa sul cucuzzolo, solitario, con gli scacciapensieri di vetri infranti che giocavano col sole, il deriso dalla comunità, le aveva predetto, da piccola, una vita lunga e tormentata; ancora lo ricordava, quando soffriva e si ripeteva che, comunque, la vita le avrebbe riservato qualche gioia nella sua longevità.
E poi, prima di partire per la sua maturità, uno sconosciuto, guardando i suoi occhi splendenti di speranza, le aveva tarpato le ali, dicendole che, con quegli occhi intessuti di malizia e fascino, non avrebbe fatto molta strada.
Non aveva concluso gli studi, persa tra le braccia di numerosi amanti che, adescati dal suo sguardo, l'avevano condotta su strade febbricitanti di vita.
E la zingara, quella seduta fuori dal mercato, con un piattino e i suoi santini: le aveva afferrato la caviglia richiamando la sua attenzione.
Era il periodo dell'emicrania quotidiana senza soluzione di medicinali e senza motivo.
"Malocchio... una persona bianca come uno spettro, occhi liquidi color del mare", aveva detto e, sollevatasi, le aveva strappato un capello e, con le sue parole neolatine, l'aveva smaterializzato.
Non aveva voluto nemmeno i soldi.
Ed era saltato fuori che la nuova vicina, di origini nordiche, si era lamentata più volte con l'amministratore del condominio per la vita bohémienne che Lola conduceva: invidia, si era detta lei, e l'emicrania era scomparsa.
Nel periodo di Natale, in un'altra città, nel suo periodo dark, degli abiti neri e i capelli davanti agli occhi (quando aveva pensato che fossero quelli ad attirare l'interesse degli uccelli del malaugurio), allora un discendente inca, col suo banco di musica etnica sudamericana, sulle note di "Aisha", le aveva bussato su una spalla rivelandole che, dentro di lei, si agitava l'anima di una pantera.
Felino affascinante, per carità, ma cosa poteva importare concretamente?
Informandosi, aveva scoperto che erano nascite anomale per via della pigmentazione e poi quella frase: "vengono allontanate dal branco perché diverse".
Lola sembrava destinata a vivere ai bordi. Ogni maledetta e non richiesta premonizione verteva sull'impossibilità ad essere felice o sull'incentivo a fare qualcosa di speciale, dipendeva dall'umore con cui analizzava i fatti.
Credere o meno alle voci dell'universo, di Dio, del karma, del destino?
Fatto sta che Lola era cresciuta, viveva da sola sulla sua altalena delle emozioni, come tutti gli altri. Non si era mai sentita speciale o prescelta per oscure missioni.
Finalmente a casa, dopo la stressante avventura nell'ufficio pubblico per pagare una singola bolletta, tra chiacchiericci sterili e malfunzionamento del totem sgancia biglietti, Lola aveva solo voglia di un bel calice di vino, una doccia e una pennichella.
Quella sera avrebbe iniziato un nuovo lavoro, cantare in un pianobar col suo amico al pianoforte, si era preparata "New York, New York", come augurio per il suo prossimo futuro: stava incrementando il suo gruzzolo per ripartire da zero nella capitale del mondo.
Al diavolo i sensitivi, i maghi e le fattucchiere: se la sua vita era lunga, avrebbe fatto di tutto per renderla viva.
Lamentele, voci confuse, urti, urla sul pianerottolo.
"Non impicciarti", le aveva detto la vecchia.
Lola era sempre stata empatica... era la voce spaventata della cara nonnina che le abitava accanto, quella che la stupiva con un piatto caldo nei momenti di sconforto, come se le leggesse dentro.
L'aprì quella porta, non avrebbe potuto fare altrimenti: aveva sentito, non come tutti gli altri, che alzavano il volume del televisore per ascoltare dell'ennesima aggressione.
Erano in due, i gaglioffi. Uno teneva la mano sulla bocca dell'anziana, incitandola con violenza ad aprire la porta di casa e l'altro non si lasciò conquistare dai suoi occhi porta guai.
"Non dovevi impicciarti", le spifferò prendendosi la sua vita sulla lama di un pugnale che rifletteva il suo sguardo beffato.
Non impicciarti testo di Deaexmachina
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