Gli Alieni di Piazza dei Miracoli

scritto da Beppe Tritone
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Testo: Gli Alieni di Piazza dei Miracoli
di Beppe Tritone

Fu una mattina storta, più storta della Torre, e già questo dice tutto, quando Pisa si svegliò col
cielo rigato da tre astronavi color verde pisello scaduto. Atterrarono morbide come balene di
gelatina proprio accanto al prato di Piazza dei Miracoli, schiacciando un paio di bancarelle di souvenir e
spaventando i turisti giapponesi, che però fotografarono tutto con grande professionalità.
Da quei gusci di latta cosmica scesero gli Zorgon di Betelgeuse, alti come lampioni e con il cervello
visibile, pulsante, come un’antipatica lampadina a risparmio energetico. Puntarono subito la Torre:
per loro inclinata significava risparmia spazio, e nel giro di dieci minuti l’avevano trasformata in un
condominio alieno con ascensore gravitazionale e veranda panoramica sul Duomo.
I pisani protestarono: prima sottovoce, poi a voce più alta, poi con un editorialino indignato sul
Tirreno. Ma gli Zorgon non si smossero: “Noi venuti in pace. Ma noi anche restare.
Acchiappisole perfetto questo campanile sbilenco!”
La situazione parve irrimediabile finché, dall’orizzonte, non si udì un coro minaccioso come un
temporale che ha bevuto troppo:
“Livooorno! Livoorrrno!”
Arrivarono gli ultras comunisti del Livorno Calcio, armati di bandiere, tamburi e dottrina marxista
leninista avanzata. Non erano venuti a difendere Pisa per simpatia — che per loro è un concetto
sospetto — ma per un principio politico: nessuno privatizza una torre pubblica sotto il loro naso,
nemmeno gli alieni.
Gli Zorgon provarono a resistere con pistole a raggi ionici regolati su “moderatamente fastidioso”.
Gli ultras risposero con cori rivoluzionari capaci di frantumare il marmo. La battaglia durò un’ora
buona: un baccano tale che perfino Galileo, dovunque fosse, si mise le mani nei capelli.
Alla fine gli Zorgon cedettero. “Troppo rumore. Troppo dialetto incomprensibile. Andiamo via.” E
risalirono sulle loro astronavi, lasciando la Torre e dimenticando perfino un tostapane
gravitazionale.
La piazza esplose in applausi. Gli ultras si scatarono, bevvero birre calde e proclamarono che la
Torre, anche se pisana, restava del popolo tutto.
E Pisa, per la prima volta nella sua lunga storia, fu un po’ più dritta

Gli Alieni di Piazza dei Miracoli testo di Beppe Tritone
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