Quando il dolore è troppo diventa come il nero pesto dell’inchiostro anima come acqua di corvino l’esistenza tinge.
Ora che l’adesso ha spento l’interruttore al tempo e il sentimento raccatta punti di domanda ti ritrovi ancora a rovistare tra scarti di tepore e fiele.
Negli spaziosi luoghi dell’assenza smarrita vivi l’ingorgo della mente pensieri stropicciati tenerezza e piombo.
Ma la ragione ti porta ad asserire che anche se il fato ribaltasse il gioco troppi sono i nei accatastati che tu comunque non vorresti niente.
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