Un amore sul Gange

scritto da Myla
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Autore del testo Myla

Testo: Un amore sul Gange
di Myla

Le temperature erano scese di cinque sei gradi dalla settimana precedente e l'idea di uscire al freddo non la entusiasmava. La palestra distava dieci minuti a piedi e si sarebbe riscaldata camminando di buon passo e in più non poteva saltare quelle poche volte in cui aveva allenamento. Avrebbe dovuto come al solito attraversare quasi completamente al buio, tutto il paesino, arrivare davanti alla chiesa ancora illuminata da Natale e prendere la seconda stradina che costeggiava il cimitero; da li riusciva già a vedere 100 metri distante la sala polivalente adibita a palestra, illuminata, con le prime signore che preparavano gli attrezzi. Le prime volte percorrere quella strada le metteva inquietudine e faceva il tragitto praticamente di corsa girandosi a vedere alle sue spalle ogni tre secondi per paura di vedersi spuntare qualcosa o meglio qualcuno. Adesso invece era uno dei momenti che preferiva della giornata; ipod nelle orecchie, sciarpa, guanti e cappello, imbaccuccata nel suo cappotto percorreva a ritroso la strada per arrivare a casa, ripensando alla giornata e svagadosi in ricordi dell'India. Il suo pensiero poi, guardando il cielo nelle sere in cui la luna rischiarava e le stelle prendevano il posto delle nuvole, arrivava sempre a Ramon che l'aspettava così lontano, in attesa che la sua esperienza finisse e che potesse vederla finalmente tornare a casa. La loro storia era cominciata due anni prima, si erano conosciuti ad una festa; lui il solito belloccio, lei la ragazza timida ma con fascino. Incontro da film, scintilla assicurata. Avevano cominciato ad uscire assieme ad altri amici ed avevano stretto una forte amicizia che tempo quattro mesi era diventata qualcosa di più. Nei due anni successivi erano diventati inseparabili; dove andava uno, l'altro seguiva e viceversa. Si erano innamorati e sapevano che la loro storia sarebbe durata anche dopo una prova così difficile come quella che stavano passando. Erano fatti l'uno per l'altro.
Come sarebbe stato bello quella sera, uscita dalla palestra, poterlo vedere fuori ad aspettarla, con il suo solito sorriso sulle labbra e una battuta pronta a farla ridere. Come sarebbe stato bello poterlo guardare ad occhi sbarrati e lasciare che si riempissero di lacrime per l'emozione di rivederlo dopo 6 mesi li, per lei. Sarebbe stato davvero meraviglioso.
C'erano volte che Ramon le faceva la sorpresa fuori dalla palestra, in India; le sere in cui faceva freddo e il ragazzo non voleva che tornasse da sola a casa, al buio. Apriva la porta e vedeva i fari dell'ape blu accesi e lui che dal finestrino la guardava sorridendo e facendole cenno con la mano. Quelle sere arrivava a casa sempre con una buona mezzora di ritardo ed i suoi genitori ormai non avevano bisogno di spiegazioni se vedeva entrare S trenta minuti dopo. Pacheggiata l'ape, rimanevano al caldo nell'abitacolo a chiacchierare e raccontarsi la giornata. Era il loro modo per augurarsi la buonanotte e quando il tempo lo permetteva, potevano vedere la luna riflessa nel Gange in lontananza come fosse lo specchio d'acqua del mare. Era uno spettacolo unico.
Un amore sul Gange testo di Myla
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