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Come può un semplice oggetto distrutto farci star meglio?
Qualche anno fa ideai e creai un ciondolo.
Una cosa semplice, costruita con oggetti reperibili facilmente. Il ciondolo era costituito da un filo azzurro, che avevo intrecciato come una rete e al cui interno avevo sistemato due conchiglie simili. Mi piaceva molto il risultato, già immaginavo che la parte concava delle conchiglie avrebbe potuto essere un piccolo contenitore per qualcosa di importante, di speciale, unico.
L'ho conservato a lungo, me ne ero dimenticata e poi, due giorni fa, è ritornato a galla. Non so cosa mi sia saltato in testa quando l'ho preso tra le mani; dentro me continuavo a ripetermi di distruggerlo.
Così ho fatto: sfilate le due conchiglie dalla rete le ho frantumate e sparse sulla terra fredda, mentre la rete è finita nel fuoco della cucina.
Una cosa che io ho creato e che ho disintegrato, come ho potuto farlo? Ho agito istintivamente, cosa che non si addice alla mia indole riflessiva, eppure l'ho fatto e con sincerità vi voglio confidare che mi sono sentita bene. Una sensazione di leggerezza mi faceva sentire l'aria più fresca e l'impressione era quella di respirare meglio. Mi sono sentita libera!
Chissà come può un semplice oggetto distrutto volontariamente farci star meglio...