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Dal diario del Comandante
Al largo della Baia di Waywhere, addì 17 giugno 1736
Siamo partiti dalla Baia di Waywhere, destinazione difficile e segreta. A bordo un giovane che ho deciso di imbarcare come gabbiere, una vedetta, insomma, forse un segretario. Ho notato, guardando le sue mani e la sua scrittura, che non è chi dice di essere. Il resto è solo mare, immaginazione e avventura ancora da scrivere e da leggere.
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Ero sul ponte, la serata silente, quasi all'imbrunire, mi guardava, la sentivo tutta addosso come una coperta fresca, misuravo i passi come se mi restassero miglia e miglia da percorrere, mentre il mare mi stava raccontando qualcosa, lo ascoltavo, mi voleva avvertire di quanto potesse essere lungo e complicato quel viaggio.
Avevo lasciato la Baia di Waywhere alle quattro di quel pomeriggio con il vento da sud che soffiava regolare, il nostromo lucido e sobrio finalmente era tornato in coperta a controllare che le vele fossero tese e si procedesse come stabilito.
Mi era sembrato di leggere nel suo sguardo un che di severo e ostile, ma era solo lo sguardo di chi aveva ricevuto una strigliata dopo essersi bevuto una botte.
Ripensavo agli ordini, un plico, ricevuto a bordo con uno strano stratagemma e consegnatomi da un Bailey curioso, a cui non lasciai trapelare nulla. Tenere all'oscuro la mia ciurma, era un'operazione subdola che un comandante non avrebbe dovuto accettare.
Gli ordini dal comando della marina francese, avendo una patente da corsa, erano stati chiari: 'Rintracciare la nave Jeannie, contrattare se catturata da pirati, oppure prenderne possesso e ripristinare un legittimo comando. Rientrare al porto di Saint Malo, seguendo le rotte più sicure, cercando di evitare ogni possibile deviazione'. E che tutti i diavoli delle profondità, mi assistano, pensai.
La mia ciurma sapeva che prima o poi avrebbe dovuto affrontare un combattimento. C'era una forma di eccitazione negli uomini nel desiderare il corpo a corpo; non per la preda, non per il premio finale che si spartiva, ma per gettare fuori bordo tutte le tensioni accumulate durante il viaggio. Una carica potente, che avrei dovuto essere in grado di contenere, regolare, lucida e implacabile e non farla trasbordare, pena ammutinamenti, disordine e uccisioni sparse, insensate.
Era un sollievo incrociare qualche brigantino, inglese o spagnolo, qualche piccolo sciabecco olandese, ma andare in cerca di quella nave, di quella straordinaria imbarcazione, era un'impresa.
La Jeannie, non era un normale veliero, era come una donna magnetica, bella da starci male, sfuggente e maledetta. Una nave segnata. Tutti conoscevano la sua storia. Tutti sapevano che, solo pronunciare quel nome, avrebbe portato sfortuna.
Il vento aveva girato e cercai di concentrarmi sulle guardie. Il doc mi aveva raggiunto in coperta.
Louis Stappleton era un uomo che aveva curato gli animali nelle zone dell'Essex, in Inghilterra, poi era passato agli uomini, nella sua contea e si era creato una certa fama. Un veterinario diventato medico e fors'anche chirurgo, avendo una certa capacità nel tagliare e suturare.
Ma non si era limitato agli uomini. Questo decretò la decisione d'imbarcarsi.
Un giorno l'aria della campagna inglese si era fatta pesante per lui che aveva il vizio di cercare signore già maritate, e, avendone collezionata una di troppo , decise, che forse era arrivato il momento di dedicarsi alla sua salute o meglio alla sua salvezza e respirare aria di mare.
L'ultima signora, vuole il caso, era la dama di un gentiluomo che non aveva accettato di buon grado la grande perizia con la quale aveva curato la sua consorte e il gran daffare che si era dato il dottore a curare quel malessere ripetuto che le donne hanno mensilmente e che andava a peggiorare, ripetendosi più e più volte, trasformandosi in isteria.
Aveva un viso smagrito, la barba lunga dietro i suoi sottili occhialini, un pastrano che copriva una divisa dal colore indefinito, ma il colletto immacolato della camicia, indicava che si era cambiato, dopo i bagordi a terra.
Alzò di poco la voce, per raggiungermi: 'Una sera così calma, cosa può presagire? Dove siamo diretti, potrebbe fare un'eccezione per una volta e, con questa serata, rendermi partecipe del suo segreto'.
'Doc, domattina all'alba, alla rivista, annuncerò il gran segreto. Godiamo di questa piacevole serata, non le pare?'
Un grido, un sibilo altissimo, interruppe la nostra conversazione...'Nave, Comandante! C'è qualcosa...A babordo...Una luce..'
'Corby..Riesci a vedere i segnali?... Attenzione, ricorda i segnali in testa d'albero di trinchetto e all'albero di maestra! Corby, devi vedere cosa stanno facendo!'
Mi ero posizionato sotto l'albero di maestra, da cui proveniva la sua voce...il nostromo e il secondo ufficiale mi guardarono in attesa.
'Comandante è inglese...ne sono certo! Confermo bandiera rossa e bandiera bianca' Corby lo gridò e mi giunse anche tutta la sua ansia.
Distinguere gli amici dai nemici era un'impresa ardua, ma ero abituato ai giochetti.
Mary Read