VESTIVAMO ALLA PALOMBARA!

scritto da caterina
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 22 anni fa
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una volta corre il cane, una volta corre la lepre..........
- Nota dell'autore caterina

Testo: VESTIVAMO ALLA PALOMBARA!
di caterina


VITA DA VIGILE
20- Vestivamo alla Palombara

N.B.: Questo resoconto di vita vissuta è dedicato a:
1) Squarciasete, che sarà finalmente contento di non vederci sempre vincenti (eheeheeh......);
2) Katia e Daisy, che mi hanno convinta a pubblicarlo (quindi se non vi piace......sapete già con chi prendervela!);
3) George Clooney ed Antonio Banderas, sempre molto disponibili e benevoli nei miei confronti, con i loro giudizi totalmente disinteressati e niente affatto pilotati (veeeeeero Katia & Daisy?????????????);
4) me medesima, così chissà che la pianti di essere incavolata con me stessa per quello che è successo!

Carissimi tutti,
questa mi è successa qualche giorno fa, in un gelido pomeriggio domenicale.
Dunque, sono comandata in servizio davanti ad un santuario che sorge in collina, meta abituale di folle di fedeli domenicali. Il posto dove la pietà popolare ha fatto sorgere secoli addietro questa chiesa è volgarmente detto "col del vento", anche se la sua denominazione ufficiale è un'altra. Ora, se una simile nomea può essere piacevole d'estate, non altrettanto lo è d'inverno, quando la località è perennemente sferzata da un freddo venticello proveniente dal nord.
Visto che eravamo già sotto zero, e che mi attendeva una lunga giornata in piedi all'aperto, parto da casa già vestita con calze pesanti, un paio di vecchi fuseaux, calzettoni, maglione e anfibi.
al comando completo la vestizione con giubbotto con imbottitura, cinturone con spallaccio, pistola, manette, cappello, radio portatile, guanti e borsello. con questa bardatura a strati nel più puro stile "omino della michelin" salgo al colle. Ma sarebbe meglio dire "arranco" dato che la Pandolina di servizio che mi hanno assegnato ha sicuramente visto giorni migliori........
Su ci sono già Matteo, giovane agente che è anche istruttore sub, e Ottavio, pure lui ciclista come me. insomma, siamo un terzetto atletico! Loro sono arrivati circa un'ora prima con la fiammante Alfa 156 di pattuglia, e sono già ghiacciati a puntino!
Il santuario richiama sempre una folla immensa di varia umanità, compresi mendicanti, suonatori e furfanti di ogni razza. siamo sempre con occhi e orecchi ben aperti, tesi a captare il più piccolo indizio di atti criminosi in atto. ciononostante, il posto è grande, noi siamo solo in tre, impegnatissimi nell'aiutare la gente ad attraversare e nel tirar fuori le auto dal parcheggio.
Comunque, il turno sembra scivolare via liscio e siamo quasi verso la fine quando un automobilista avvisa Ottavio che nel parcheggio ci sono due ragazzi che stanno forzando le auto in sosta. Ottavio dimostra un atteggiamento stranamente menefreghista e, invece di andare subito sul posto con Matteo (che in quel momento era vicino a lui) rimane fermo imperterrito sul passaggio pedonale a far passare i pedoni, e manda Matteo in cerca di me che sono la capopattuglia. Ma non solo: lascia andare via il testimone senza prendere i suoi dati!
Per fortuna Matteo mi trova subito, visto che per combinazione sono proprio davanti al parcheggio. velocemente mi dice quello che succede, senza dirci altro ci togliamo il cappello ed entriamo nel parcheggio, pur rendendoci conto che è come cercare un ago nel pagliaio.
Ad un certo punto la nostra attenzione viene attirata da un'Audi A6 avant nuova di zecca alla quale manca la serratura del bagagliaio. dentro ci sono due ragazzi che stanno rovistando, e uno corrisponde papale papale alla descrizione fatta dall'automobilista.
stiamo per avvicinarci quando questi scendono e, alla nostra vista, partono come razzi in due diverse direzioni. Istintivamente, decidiamo di rincorrere quello che ha la refurtiva in mano e che, combinazione, sta andando verso Ottavio.
Sia io che Matteo ci rendiamo perfettamente conto che partiamo svantaggiati, con tutta l'armatura che indossiamo ed in più a freddo, senza nessun riscaldamento. infatti il ladro ci dà subito una decina di metri di vantaggio. cerco quindi di avvisare Ottavio, che imperterrito continua a far attraversare i pedoni, in modo che ci venga incontro, bloccando il delinquente tra la fila di auto ferme incolonnate e quelle parcheggiate, ma mi accorgo che il microfono della mia radio portatile non funziona! comincio allora ad urlare "al ladro al ladro", ma non solo la gente non ci aiuta per nulla, ma Ottavio ci guarda senza muoversi.
intanto la lepre, pardon, il ladro, infila il lungo porticato della Via Crucis: un discesone lungo circa 700 metri. davanti a me vedo Matteo perdere ulteriormente terreno, io ho ancora fiato, ma mi conosco e so che non sono una gran corridora a piedi. arrivata quindi davanti ad Ottavio, attraverso velocemente e vado verso la mia Pandina di servizio. intanto gli urlo di prendere l'alfa e di scendere verso Matteo per vedere se riusciva a tagliare la strada al delinquente, senza ottenere risposta. glielo ri-urlo, e glielo ripeto una terza volta. alla fine, dopo che io sono partita con la Pandolina, lui fiinalmente dà segni di vita e si decide a salire sull'auto di servizio.
circa 200 metri dopo recupero il povero Matteo, rosso invasato in faccia e che vede solo macchie rosse davanti a sè. nella confusione, il ladro è riuscito a mischiarsi alla folla, e l'abbiamo perso di vista. decidiamo di tentare il tutto per tutto tagliandogli la strada alla curva dei portici, mentre le altre pattuglie stanno arrivando a darci man forte. per fare prima, salgo in piena velocità sull'ampio marciapiede che fa da spiazzo, rischiando di spaccare tutto o di capottare, con la povera e generosa Pandina da 100 e rotti mila chilometri che geme sotto di noi. ma il ladro riesce a beffarci saltando un muretto ed entrando nell'orto di una sottostante villetta, dalla quale riuscirà poi a dileguarsi passando di giardino in giardino.
a noi rimane la soddisfazione di avere recuperato le poche cose che era riuscito a rubare, ma anche l'amaro in bocca per essercelo perso così stupidamente, di averlo avuto a portata di mano ma non essere riusciti ad agguantarlo............








VESTIVAMO ALLA PALOMBARA! testo di caterina
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