Esco a camminare Per calmare pensieri scricchiolanti Che oggi vivono di vita propria
Vago inquieta, coi miei pesi addosso Sino ad arrivare ad un cancello di ferro ricamato Lo spingo e lui cigolando Mi fa entrare in un giardino incantato
Qui la Grazia è la madrina E dominano luci e colori
Vincendo la stanchezza di scaricatore che ha finito Mi siedo ad osservare
Mi sorride un pino scala-cielo Mistico e immenso Che inventa un sogno e me lo regala I ciliegi in festa Decorano l'erba con petali delicati Uccelli variopinti intonano perfette melodie
Mi sdraio sull'erba umida Che sa di pace e pulito E sento l'eco delle grida festose Di ragazzi e ragazze che sui tronchi vivi Si sono venuti ad arrampicare E le risate cristalline dei bimbi Che qui hanno potuto giocare
Allora resto, col cuore che torna al suo posto Assorbo la pace che mi disseta Da decenni di arsura E aspetto di veder comparire La lepre dal cespuglio
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