Cado in pezzi,
mi frantumo come vetro liquido sulle strade,
mi perdo nei solchi della terra,
mi mescolo al fango senza paura.
Mi getto addosso ai corpi caldi,
scivolo sulle labbra socchiuse,
mi lascio bere, raccogliere,
mi lascio essere.
Eppure
sono come una voce che non sente la sua eco,
come il fumo che non sa di fuoco,
come il vento che accarezza tutto,
ma non la propria pelle.
Mi dissolvo in bocche assetate,
ma non conosco il mio sapore.
Se solo una goccia, una sola,
mi sfiorasse,
forse capirei se esisto davvero
o se sono solo un’ombra d’acqua
che cade e cade e cade
senza mai fermarsi.