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Sono molto ma molto lontano
con le scarpe nere
cammino per vie di pietra
e come una bizzarra farfalla
in giravolte mi vezzeggio
divento un uomo colto
sono molto lontano
da mio nonno che muore
nel campo con la tremenda
paura
e un gemito nella macaia si perde
tra i filari incolti
e i pomodori marci
sui solchi
perchè è stolto e ignorante
e io sono un uomo di gran classe
con una piuma di struzzo
vagheggia molte
parole
sono molto, ma molto lontano
e non so se il vento che fischia
tra le viuzze cariche di urina
sia uguale
scompiglia del torchio
i capelli
e di una vecchia cavalla
gli ispidi crini
e i capelli di un giovane
eloquentissimo
e molto amato
da anziane maestre
ma lungo un fosso c’è un uomo
che ricorda un bambino
molto sorridente
e di arguta comicità
e si tormenta la camicia
perchè
l’afa sulla fronte
appiccica i capelli
abiti in raso di lana
fanno d’un uomo
una grossa pelosa creatura
di occhi vacui
e barbosa favella
non ho più la forza di arrampicarmi
sui mirti
gonfi di cerose foglioline
e la mia terra ora
è più calda
e mia madre china sulle lenze
le sue ruvide mani
rassettano colletti
e sulla mia terra
dei colli si allungano
le ombre
la notte
su tutto
e sui miei occhi
abbassa
un velo profumato.