Piedi insanguinati

scritto da Raskolnikov
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Testo: Piedi insanguinati
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Piedi insanguinati

Vorrei avere la forza di sopportare, gestire e affrontare le avversità della vita di quando avevo trent'anni, allora riuscivo a incassare in un modo diverso. Col tempo e dopo il problema al cuore, la mia parte ipocondriaca ha preso il sopravvento e non riesco più a gestirla. Anche per delle stupidaggini vado in tilt. Non per la guerra o le tragedie sociali ma penso al mio corpo, a quel che dentro si agita, a volte tutto va in frantumi e via coi dolori immaginari, i pensieri catastrofici, le lucine che si accendono lampeggianti. L'altra notte ho sognato di avere i piedi insanguinati, tagliuzzati e tutto sembrava reale, vivido.

Cosa vive e cosa muore realmente? Poi, un incantesimo dove il tempo non scandisce i suoi secondi e i pensieri si affievoliscono, l'attimo che vorrei durasse più a lungo possibile, una sacca di pura pace: riesco a crearmi questo fugace paradiso.

Penso che il carico della realtà, con tutte le cose, piante, animali, gente, microrganismi, mi ami e mi odi in ugual misura, vorrebbe soffocarmi e poi salvarmi all'ultimo momento, prima di perdere i sensi per sempre.

Cosa ne farei di questo dono? Cosa ne sto facendo di questo dono se non gestirlo in malo modo? Non riuscendo più a scorgere la parte di mondo che mi vuol bene, lascio campo libero ai demoni della notte, quelli che dilaniano i miei piedi per non farmi andare avanti nel vibrante cammino dell'esistenza. 

Piedi insanguinati testo di Raskolnikov
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