Pensieri di un neopagano / gratitudine verso di sé

scritto da 5wizard5
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Testo: Pensieri di un neopagano / gratitudine verso di sé
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PENSIERI DI UN NEOPAGANO / LA GRATITUDINE VERSO SÉ STESSI: L’OPPOSTO DEL SENSO DI COLPA
C’è un veleno sottile che impariamo a bere da soli: il senso di colpa; il condizionamento culturale ci spinge a pensare incessantemente ad ogni fallimento e ogni sbaglio che abbiamo commesso soprattutto quando le nostre azioni hanno ferito chi amiamo ma noi che osserviamo il mondo con l’occhio di Odino vediamo il senso di colpa per quello che è: un filtro opaco che offusca lo sguardo su noi stessi, un incantesimo che ci convince di essere perennemente inadeguati, sempre in difetto rispetto a un’idea di perfezione che non esiste in natura perché su questa terra non esiste un essere umano che non abbia mai sbagliato.
La memoria dei fallimenti non va cancellata, gli errori vanno guardati in faccia perché possano servirci per migliorarci; la trappola sta nel credere che pochi errori ci rendano incapaci, nel lasciare che le emozioni negative legate a quegli sbagli ci sommergano e nel ripensarli centinaia di volte fino a rimanere immobilizzati nel fango delle nostre cadute.
E se invece di versare lacrime sui nostri fallimenti iniziassimo a riconoscere tutte le azioni belle che abbiamo compiuto? Se ci voltassimo indietro per ammirare la scia di luce positiva che abbiamo lasciato? Questa è la pratica della gratitudine verso sé stessi e secondo me è l’esatto opposto del senso di colpa.
Il senso di colpa prosciuga l’energia personale mentre la gratitudine verso noi stessi è un atto di magia trasformativa; essere grati a sé stessi significa onorare le nostre mani per ciò che hanno creato, la nostra voce per le parole giuste che ha pronunciato e la nostra volontà per le scelte coraggiose che ha compiuto.
Per praticare la gratitudine verso noi stessi possiamo eseguire un semplice “rituale”: mettiamoci davanti ad uno specchio, guardiamo il nostro viso e interroghiamo la nostra memoria, non per scovare i fallimenti ma per disseppellire i trionfi; per fare alcuni esempi ricordiamo quella volta che abbiamo aiutato un amico a trovare un lavoro, i momenti in cui le nostre parole hanno spinto qualcuno sul giusto sentiero, la decisione di ridurre il consumo di plastica, la donazione di qualche euro tramite l’invio di un sms solidale, i volantini per una giusta causa che abbiamo distribuito gratuitamente; fermiamoci un istante su ognuna di queste scintille, poi, sempre davanti allo specchio, sussurriamo alla nostra immagine: “Le mie azioni hanno avuto un impatto positivo, la mia esistenza è un dono per questo mondo.” So bene che non poche persone catalogherebbero queste parole come narcisismo o superbia, molti mi direbbero: “Ma chi sei tu per dire che la tua esistenza è un dono?” A questi rispondo che riconoscere il proprio valore non è superbia.
Nessuno di noi è soltanto un essere che sbaglia, siamo esseri che agiscono, che creano, che influenzano la realtà circostante, tutti noi siamo stati almeno una volta artefici di bellezza, riparatori di danni o accenditori di fuochi di gioia; molti di noi non avranno compiuto azioni eroiche, non hanno salvato nazioni ma avranno comunque compiuto tanti piccoli gesti positivi, sono piccoli semi ma un piccolo seme gettato nel solco giusto può diventare una pianta che nutre decine di persone, riconoscere quei semi significa riconoscere il bene che abbiamo fatto, significa dire a noi stessi: “Continua su questa strada.”
Riconoscere le azioni positive che abbiamo compiuto è un atto che ci trasforma, quando iniziamo a praticare la gratitudine verso noi stessi la nostra percezione di chi siamo cambia, non ci vediamo più come dei buoni a nulla che non ne fanno una giusta, iniziamo a vederci per quello che siamo realmente: coloro che costruiscono e contribuiscono ad un avvenire migliore e quando inciamperemo, perché inevitabilmente accadrà, dobbiamo affrontare la situazione da costruttori quindi osservare l’errore evitando la ripetizione mentale, quando è possibile capire cosa ci insegna, ma non dobbiamo lasciare che il rimorso ci prenda per mano, evitiamo di lasciarci travolgere dalle emozioni che gli sbagli portano con sé.
È importante ricordare che quando impariamo a riconoscere le belle azioni che abbiamo compiuto e proviamo vera gratitudine verso noi stessi per quelle piccole o grandi luci che abbiamo acceso il nostro cuore si apre, la nostra energia cambia direzione e automaticamente iniziamo a compiere altri gesti positivi perché la vita funziona come un giardino, ciò che annaffiamo con cura è ciò che cresce rigoglioso, e così anche la nostra capacità di compiere belle azioni si moltiplica.

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