Stato e debiti con imprese

scritto da Demian
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Testo: Stato e debiti con imprese
di Demian

Da molto tempo si solleva il problema dei tempi biblici con cui lo stato salda i suoi debiti con le imprese, tempi così protratti che a volte diventano letali per la sopravvivenza di tante delle stesse.
Dal punto di vista formale queste critiche allo stato sono legittime e non fanno una piega, ma volendo un po' entrare nello spirito dei nostri tempi e del funzionamento delle nostre cose, è difficile non fare dei distinguo e non provare delle perplessità, specie varcando il piano dell'apparenza e cercando di interpretare più a fondo la realtà.
Non passa giorno, e questo da anni ed anni, che le cronache giudiziarie non riferiscano di corruzioni, malversazioni, sperperi, ruberie, che danno l'impressione di una degradazione generalizzata dentro i rapporti economici fra stato e imprese.
Da questa osservazione della realtà (che offre la visuale di un malcostume capillare ed endemico e che per questo quasi autorizza a generalizzare) non appare esagerato considerare come se tutti i rapporti fra stato e imprese fossero di base corrotti, come se ogni transazione di denaro che avviene in quelle sedi fosse gravata di ogni sorta di maggiorazioni, tangenti, oliature varie, o comunque queste pratiche le si voglia chiamare.
In sintesi non si può non avere l'impressione che sostanzialmente sia un rapporto fra “ladri”, più o meno sfacciati, più o meno matricolati.
Se queste considerazioni sono verosimili non mi sembra del tutto comprensibile la solidarietà mediatica per le imprese creditrici dello stato (fatte salve magari le giuste eccezioni, forse più numerose di quel che appare); almeno finchè sembra lecito pensare che gran parte di quei crediti siano stati gonfiati a dismisura, per oliare bene la catena, e probabilmente anche computando un già preventivato ritardo nella riscossione del dovuto.
Per questo ho parecchi dubbi sui buoni argomenti di questa solidarietà, se tutto è verosimile non è facile provare comprensione per “ladri” imbrogliati da altri “ladri”.
Nel panorama di marciume generalizzato che offre l'attualità l'idea che “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago” che non che un'impresa onesta faccia affari con lo stato, o almeno questo stato, mi sembra tuttaltro che campata in aria.
Stato e debiti con imprese testo di Demian
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