Chiudo gli occhi e penso a te ...

scritto da MrNobody
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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A Piero, con amore
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Testo: Chiudo gli occhi e penso a te ...
di MrNobody

Chiudo gli occhi e penso a te. Farò una fatica enorme a scrivere ogni singola parola di questa lettera, perché ogni schizzo di inchiostro che mi uscirà su questo foglio sarà pesante come l’importanza che tu meriti. Non ho mai avuto il coraggio di scriverti qualcosa, perché alla fine pensandoci le migliaia di parole, pensieri, commenti che ogni giorno spara la gente se le porta via lo Scirocco o la Tramontana che passa dalla nostra Terra. Da li sù lo saprai meglio di me che la gente è portata per natura a scordarsi tutto quello che vede, gli alluvioni, le tempeste, gli arcobaleni, l’intensità dei tramonti, la bellezza di un’alba, il calore di un raggio di sole di luglio, la sorpresa per la luce abbagliante di un giorno di dicembre, il momento in cui si è nati e il giorno in cui si è imparato a camminare. Tutto, tutto. Il tempo che passa ha il maledetto potere di far scordare alla gente ogni singolo istante passato. Ha la capacità di sbiadire emozioni provate, eventi accaduti e far diventare anche le ferite più profonde, giorno dopo giorno, semplici cicatrici. Dolorose si, ma sempre cicatrici resteranno. Partiamo dal presupposto che te sei qualcosa di molto più grande di tutto quello che ho citato e quindi non sarai mai una cicatrice per me, ma resterai sempre una ferita aperta, inspiegabile che fa fatica a trovare un senso logico. Mi tormento pensando al fatto che ogni giorno che un ragazzo della tua età che si sveglia dal letto senza il sorriso, odiando la propria vita o semplicemente non uscendo di casa perché non ha voglia di vivere e affrontare la propria giornata, fa sì che la tua ferita si apra sempre di più, con un dolore indescrivibile che nessuno può raccontare. Si esatto, perché a te a vent’ anni, nel pieno della tua giovinezza, ti è stata tolta ogni possibilità di alzarti dal letto e scoprire giorno dopo giorno, passo dopo passo, lacrima dopo lacrima, tutto ciò che la vita ci regala ogni giorno a tutti noi. Sembrerò un moralista patetico e privo di fantasia, che sta raccontando le solite stupidate di quando qualcuno muore e ci si ricorda all’improvviso di quanto siamo fortunati a non esserci stati noi quel pomeriggio in quella strada, che per pochi secondi si era trasformata in una corsa clandestina di qualche idiota in cerca di divertimento. E poi solo il buio. Le urla, i pianti, qualche bestemmia, gli sguardi tristi e il vuoto più totale. Tu che non ci sei più. Noi che restiamo, qui senza di te. Noi che dopo più di un anno cerchiamo ancora di darci una spiegazione a questo vuoto, incolmabile, privo di senso, difficile da descrivere con le mani che ci tremano, colmo di ricordi e fotografie che parlano di te. Narrano del tuo sorriso e di tutto ciò che eri. Cadere nella banalità in queste parole diviene quasi d’obbligo, come qualcosa che c’era e ora non c’è più. Com’è difficile raccontare di un vuoto Amico mio? Potrei scrivere un libro su quello che eri, colorare il cielo con scritto il tuo nome in lettere gigantesche, potrei dedicarti qualsiasi piccolo successo o gioia della mia vita, ma ogni più fottuto tentativo di ricordarti non sarà mai all’altezza della tua vita persa. Sai scrivo queste quattro righe di Sabato sera e provo un sentimento di rabbia interiore perché in questo momento, te dovevi stare completamente ubriaco in qualche Night – Club di Milano a far innamorare centinaia di ragazze col tuo sorriso strabello, fregandotene del fatto che tra qualche ora dovevi stare all’università per seguire qualche noiosa lezione di inglese. Tanto te eri così pazzo che anche senza aprire libro e sentire le cazzate dei professori rompevi il culo a tutti quando davi gli esami. Avresti finito l’università e iniziato a girare il mondo, col tuo inglese perfetto, la tua voglia esagerata di divertirti e conoscere nuovi posti e nuova gente. Ti rendi conto di cosa ti hanno tolto? Ti hanno tolto l’opportunità di innamorarti, di svegliarti al mattino e iniziare a fare baldoria e far sorridere chiunque ti sarebbe stato accanto. Sono sicuro che il tuo buongiorno mattutino ha fatto uscire il sorriso più sincero e pieno di gioia a quel Dio che ci ha messi sulla terra e ha sacrificato la propria vita sopra una croce per farci capire che l’amore è l’unica salvezza della nostra esistenza. E tu mio Angelo, hai dato a questa terra un amore spropositato con ogni tuo respiro e gesto quotidiano. Ti rendi conto che cosa strana il cerchio della vita? Tutto quell’amore che eri, in pochi istanti si è trasformato in una ferita profonda grande quanto tutto l’universo e il rancore e l’odio che la gente è costretta a sopportare ogni giorno. Si, hai capito bene. Qui te non ci sei più, e nonostante questo, l’essere umano continua a non rendersi conto che la vita è troppo breve per non cogliere l’opportunità di viverla con tutto l’amore possibile. Son sicuro che guardandomi starai ridendo e pensando cosa diamine sta scrivendo sto cretino, che sta perdendo tempo a scrivere su un ragazzo che ormai non c’è più invece che stare con gli amici e godersi questo Sabato sera. Ti chiedo scusa se non sono stato all’altezza di te in queste parole, e ti chiedo scusa per tutte le volte che mi alzo o vado a letto con le lacrime agli occhi perché detesto la mia vita. Sai mio Angelo, a volte non ce la faccio proprio a essere come te. Ad avere quel maledetto sorriso che non ti ho mai visto perdere dal tuo viso. Dicono che quando si cresce, scoprendo verità prima sconosciute ai nostri occhi, la cruda realtà ci faccia scomparire la gioia di vivere, ridere di ciò che non va e apprezzare il solo fatto di essere vivi. Dicono che i migliori ci lasciano sempre. In effetti tu eri sprecato a stare in mezzo a tutto quest’ odio e cattiveria che ci circonda. Tu eri un numero dieci, bello da vedere come quando Baggio toccava la palla o Maradona si riscaldava in mezzo alla platea con una pallina da tennis con le scarpe slacciate. E sono convinto che ovunque tu sia, sei circondato da cose belle, molto più belle di qui. O pazzo, prima di concludere questa lettera una cosa seria devo proprio dirtela ora. Qui non c’è secondo della nostra vita in cui il nostro pensiero non cada su di te. Vivrai per sempre, nonostante quel vuoto, nonostante il tempo, nonostante tutto, tu rimarrai l’essenza dell’amore più puro che possa esistere. E l’amore puro no, quello non potrà mai essere sbiadito. Resterà indelebile nonostante qualsiasi Tramontana o Scirocco possa attraversare le nostre vite. Divertiti Amico mio, proteggi dall’alto chi sai tu e insegnaci a farci amare ciò che siamo.
Chiudo gli occhi e penso a te ... testo di MrNobody
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