Capita che l’invisibile più di altro esiste. Come l’incredibile che se è, insiste. Il tempo non scorre, ma flaccido cade fino a decomporre anche le strade. Straripa 'sto scorcio, è violento, è abietto. Ormai è un catorcio insano e infetto. E’ pausa, è attesa, è improvvisa abiura. E’ una vita lesa da silenzio e paura. Insieme e distanti, che strano destino per gli abitanti di questo cammino. Veglio il divenire con occhio indifeso. E non ho più ardire, e resto... sospeso.
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