Rannicchiata nel letto dalle fenditure delle tende osservo il crepuscolo. Le lancette dell'orologio scorrono pigre, le ore sono interminabili, aleggiate da un angoscioso tedio. Attendo la sera per poter prendere i farmaci per dormire, per non pensare, per rifuggire da questa deprecabile condizione. Ma nemmeno la notte riesce a porre fine al mio tedio. Il sonno è continuamente interrotto da risvegli trafelati, ansanti e febbrili. E' un sonno intriso di incubi, che vengon obliati al mio risveglio. Ho vuoti di memoria, ma son sicura che in essi incombono i fantasmi del passato e i miei più reconditi timori. La notte attendo il giorno, e il giorno attendo la notte, straziata dall'incapacità di vivere nel presente. Son soffocata dal tempo che scivola via come sabbia tra le dita.
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