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Depence
E' intessuto dei miei nervi il viola
del cardo in amore dove la costa spinosa
dilata la lama del fiore;
in palese evanescenza
tento improbabili infiorescenze
concimando la ritrazione del verde
coagulanti del disavanzo in sverso
sono la passiflora per la croce, l'iris per la diserzione
margherite per lo sperpero
nodi, glicini rampicanti scheletri
e strascichi, a bave, di rose siccitose
Il netturbino appena svuotato
il cassonetto sputa a terra
davanti ai fari accesi della sua spesa
Nei verdi tuoi avelli, Venere in afelio
è vaso dei miei resti, sella
in voce dal call center dei lari
che ripete così le indulgenze dell'i phone,
a vedermi appaiato tra le fila dei pari
- tra rami di maglia e pelli d'ortica -
morte redenta, resto,
che abbaia ai tuoi cani.