Le croste che porto sulle nocche mi scrutano supponenti.
Nemmeno questo buio, pesante di ore ignorate, può proteggermi.
I peli che porto sulle gambe sussurrano di me. Evidentemente, non devo andargli a genio.
Cosa gli hai raccontato mentre guardavo altrove?
Le pupille segrete che porto sul retro dei miei occhi sospirano al mio risveglio.
Che anche loro siano state reclutate per aizzare la congiura ch’ordisci nei miei riguardi?
La sento la pelle vuole essere strappata dilaniata ieri me l’ha sussurrato la stempiatura sì lo farò purificare estirpare non serve molto due secondi sì due secondi uno forse uno se faccio veloce le nocche i peli le pupille la pelle via qui là
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