**I - Novemila chilometri**
Novemila ragioni,
Novemila promesse,
Novemila i chilometri che le infransero.
Sei anni sono il fiume di rintocchi dannati che
scandirono il tempo mio sottratto al vivere di te.
T'immagino lì ad attendere l'arrivo del tuo amato.
A scrutare l'alba in attesa di incrociare lo sguardo mio freddo,
E mentre la speranza sublima e lascia i tuoi occhi
dolci di miele, realizzi che l'oceano che ci divide è immenso,
come il baratro che lascia la mia assenza.
Sei anni d'attesa
Sei pugnali nella tua nuda schiena
Sei gli Inverni che calarono sul tuo cuore.
Novemila maledettissimi chilometri che fecero
riemergere il mio mal di vivere e la mia viltà.
Sono qua, mia amata:
Congelato dalla vergogna.
Soffio a pieni polmoni sulle ceneri del tuo amore.
Spero in una scintilla, ma la tua fiamma è morta.
E con essa moriranno le mie speranze.
Novemila chilometri
Novemila lacrime che mi prosciugano
Novemila ricordi che mi tormentano
Sei anni spenderò a guardar il tramonto,
pregando per un perdono che non arriverà.
**II - Fingersi morto**
Chiudo gli occhi:
Nell'autunno della vita i capelli son gli ultimi a cadere!
Iniziano dapprima i sogni ed in seguito le speranze.
Mai nei miei ventiquattro anni mi sentii così anziano:
L'Atlantico ora mi pare ora la fine del mondo.
Respiro a pieni polmoni la salsedine di Porto.
Il tuo odore sembra svanito come l'amore per me.
L'ignoto m'attende oltre questa immensa distesa blu.
Mi tuffo, i miei peccati come una pietra mi trascineranno:
Un'abisso amaro di catrame m' attende!
Mi fingerò morto, aspettando le tue dolci mani a salvarmi.
**III - L'incontro**
Ora ti immagino,
Mia bella Sant'Irene:
La carezza del mare sulle tue spiaggie di velluto.
mentre il sole fulmina il candore della città di Fira.
Anche l'anima più cupa si sorprende!
D'innanzi a tanta bellezza,
Persino un cuore perso si redime.
L'Egeo lava le macchie dei miei peccati!
Anime gentili m'accolgono porgendomi
miele dolce come l'abbraccio di questo tramonto.
Inebria la mia bocca con le sue note sublimi.
Immergo le nari tra le spezie d'un mercato.
Con lo sguardo in estasi,
alzo i miei occhi glaciali verso il porto.
Sei Tu. I tuoi capelli baciati dal sole paion
di grano, le tue labbra di seta!
Ed eccoti dirmi con voce timida di innocenza:
"T'aspettavo, Assenzio."
Tre parole, Tre singole parole,
In esse, la terra promessa!
Le mie mani attorno alla tua vita,
un sorriso, il bacio tanto agognato!
La salvezza! La morte e resurrezione!
BOM!
Uno scuro sbatte.
BOM! la luna riflette pallida la sua luce sul muro:
Mi sveglio in un bagno di sudore:
Sei svanita con il sole di Fira.
**IV - Il risveglio**
Crocifisso ad un sogno,
lacrime amare solcano il mio volto di ghiaccio.
Nulla Mi fece mai sentire più vicino al Dio:
Plasmai la roccia a mani nude.
Il mio sangue e sudore: il collante.
Eressi un tempio in onore del Passato.
Eressi un tempio in onore del mio carceriere:
Come bestie feroci al suo guinzaglio,
I secondi scanditi dal pendolo alla parete mi mormorano:
"E' un altro giorno senza di Lei,
E' un altro giorno in cui ti trascinerai.
Maledetto canzoniere, E' troppo lontana per udirti!
Sarai dannato in eterno a ripetere il dì e la notte!"
**V - Il dì e la notte**
Timidi, esuli come anime di innocenti.
Sono il dì e la notte, che scherzosi si rincorrono.
Paion Essi far capolino dietro alla grande torre,
Ora V'è la luna con la sua pallida bellezza,
Ora V'è il sole con la sua immensa fierezza.
E' nel travaglio quotidiano,
che l'anima stanca cerca ristoro.
E' nel travaglio quotidiano,
che il tuo ricordo sembra affievolirsi:
Come su di una lavagna cancello la mia ossessione:
Il tuo volto.
M'affanno, mi rinvigorisco, cerco di darmi forza.
Tutto farei per spezzare queste catene:
Schiavo di te, della tua purezza, del tuo odore.
Mia potente regina!
Ritorni infine nel disegno delle stelle.
Mi introduci ad una nuova notte di tormenti:
Un'altra notte nel tuo ricordo.
**VI - Amore postumo**
In un altro mondo, in un'altra epoca.
Morire per rinascere.
Rinascere per non morire.
Così l'eterno si compie!
Così i nostri destini s'incroceranno.
Insieme a te sarò immortale.
Morirò nei tuoi occhi,
rinascerò nel tuo cuore.
Per sempre.
Amore postumo testo di Assenzio