Lo osservo da lontano. Dicono che si tratti di una questione di chimica, una sorta di legge dell’attrazione, ma non so, di leggi non ne ho mai capito nulla. Ha un fisico da paura, penso. Non è che poi di quello mi importi più di tanto, però, mi ripeto. Mani grandi,Braccia forti e muscolose avvolte da una stretta maglietta bianca con la scritta: “good idea”. Chissà quel tipo quante buone idee aveva. Avrei voluto avere il coraggio di corrergli incontro e chiedere: “coffee, good idea?” La realtà è però che davanti a quel caffè,semmai ci fosse stato, non sarei stata in grado di proferir parola. Cosi, ho usato, ancora una volta, il mio sorriso come scudo. Come fanno le donne imbranate. Un sorriso imbarazzato e via, continuando a ripassare nella testa per giorni ogni singola parola che avrebbero detto davanti a quel caffè. A volte provo ad immaginare la mia vita scritta da altre mani. Da mani molto più coraggiose e sprovvedute delle mie. Dalla mano di una ragazza che si sarebbe seduta a quel tavolino e avrebbe iniziato a toccarsi i capelli e a raccontare della sua vita e dei suoi sogni ad una ragazzo con un fisico da paura e forse qualche buona idea. Ma io, io sono fatta così, amo i dettagli,anche quelli non raccontati, non svelati. Amo i ragazzi con le scritte sulle magliette. Mi innamoro di tutto e di niente, mi piacciono i caffè e le buone idee.
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