Al posto di-Pinto ( a Michelle)

scritto da Francesco Giardina
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 10 ore fa • Revisionato 6 ore fa
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Autore del testo Francesco Giardina

Testo: Al posto di-Pinto ( a Michelle)
di Francesco Giardina

È giunco il momento,
che sopra ar busto ci metto
sempre un sottilissimo
tronchello d’ anima.   

(È  trovarmi lì). Attaccato.
E L
ungo le sponde spoglie
dei corsi  d’ acqua,
immerso,
mi bagnerei
della tua voce.

Potrei starmene al fresco
proprio nel cuore dei sottotasti

Al centro,
tra le tastiere mancanti
e lo schermo vuoto e piatto. 

Per ore (e ora), 
riempirmi di tele e riposarmi
al posto di-Pinto,
(a proposito questo batterista 
ha  le barchette magiche),

che sacra scena, che sarei 
come /per un quadro, e un altro
ancora..
che non  ti canto e suono/
ar busto non più dipinto…


Per ora posso solo questo assolo,
poi si vedrà il pezzo
da fare insieme
 anche il cammino.
Potremmo anche due pezzi,
un bikini, 
o un costume intero.

Dentro la taglia
ci metteremo i piedi ammollo
e cammineremo  insieme
sotto l’orizzonte,
ritagliandolo tra le onde
e gli scantinati capovolti:
Oplà, unduetrè trova..
La luce!

Che potrei provarle ovunque
le parole.
Persino in un ruscello,
a fuscello d' anima:
dalle armoniche alle chitarre, 
dalle corde alle grancasse
(da morto)..

che potrei farti di tutto
( una volta morto),
ma è  ri-arrangiarle da vivo
che devo riuscire
a non lasciargli cadere
le braccia e le penne

ma anche la mia pelle. 

Vedrai:
sarà pellissima.
Non ridere -te ne prego-
perché anche Tu sarai
bellissima, 

vedrai..
Saremo  Nomadi e pure bambini,
del Clan destino i destinatari.

A proposito:
che ne pensi 
di chiamarci
Red Hot Chili Pampers? 
Come nome del group
non suona male.

Che vorrei suonarle
a pezzi di carne e viola
le nostre canzoni,
per cantarle di gusto e brio,
dedicarle magari a Giusto Pio,
tra violini zigani
e le zàgare della Bedda Sicilia,
che profumano tanto
di squarciagola.

Vorrei scriverle
per i cieli e per i mari..

E ridipingere tutte
le invibrabili sonde,
cercando di togliere colore
e calore..
ai parei, ai sembrava.

Tra le pareti 
delle introvabili

di-stanze, millimetrarmi

E con soli cinque millimetrici
spazi, di
vibrarti
vibrarmi.

E vermiciarmi
e riverniciarmi ancora,
senza sosta,
su di un
pentagrammo a verso,
come una bella tavolozza
di vernici calde
e dei righelli di  poesia.
Senza misura.

E cosi
appennellarmi,
tra le chiavi
appese,
sospeso come un la bemolle
a clara di sol
dentro una cava, aortica e artica..


e andare in là,
laddove esiste l’ irraggiungibile
bianco
d'un quintale dentro un grammo,

annota minima, come fossi
d' una melodia il punto.
L' Appunto.

E poi, a nota libera  
coprire tutte le millemiglia
e roteando o rotolando 
tra le milleleghe
che scorrono sotto i marmi,
a lapide,
del tempo. Intonarmi vita.

Che ci vogliono milleciglia
e sei milioni 
di anni luce circa  
per romperlo davvero
il muro coperto dalla noia.

Vorrei scrivere senza mai stancarti.
Da Roma fino a Van Gogh,
come quella famosa
canzone cantata
dal celebre pittore di Bangkok.

Non era lui? non era lei?
Non facevano così?
Ma chissenefrega..

Ora mi metto
a riascoltare la tua voce 
e a scriverle addosso
canzoni,
come un sarto e basta.
Un grande salto e boh..
di qualità? Chilosà. 
Mani e ma ne dubito.

Ma tu non esitare,
che ho proprio voglia  
di girare il mondo
come di un girasole
o un thai olandese
mimo-volante.

Che ne dici Miscel?
Tulipani e canti
e io le scrivo.

Quando partiamo? 
 

 

Al posto di-Pinto ( a Michelle) testo di Francesco Giardina
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