Come all’improvviso dall’ombra nera al sole lo sguardo vacilla nell’attimo accecato così agosto scarica il suo caldo al mare e nella città un umido sudato. Ed i pensieri, come fotografia al muro ingiallita di seppia e polvere tornano con alberi, voci, immagini di treno pelle bianca, ciuffi di sorrisi e magiche sere… Ma quando arriva agosto è anche come un treno alla stazione: gente che fuma sperduta nelle attese e tu sulla panchina dei rimorsi; altoparlanti che gridano come cascate al fiume e a te invece dicono “coglione”; ore rotonde ma per te sospese nel tempo e a un nome e corpi d’altri che si urtano nella fretta di salire; mentre tu immobile continui a perderti la vita.
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