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Mi chiedono se temo la mente artificiale.
No! Il mio timore è di natura ben più reale:
temo il silenzio di chi smette di pensare,
un dito che sullo schermo scorre senza indugiare.
Ogni parola scritta è uno specchio limpido e vero,
mostra chi siamo, senza alcun mistero,
per quanto la cosa a volte non ci piaccia,
lo specchio non mente: rivela la tua faccia.
Dicono: “Le macchine ci sostituiranno”. Davvero?
Ditemi come mai faranno:
una macchina sa contare ogni stella,
ma non veglia la notte come una sentinella.
Può scrivere mille poesie in un secondo,
ma non sente il nodo in gola che ci lega al mondo.
Conosce tutte le lingue, ogni suono e sillaba,
ma non il silenzio di una madre che aspetta
o un amante che si dispera.
Allora ditemi voi, chi è più sapiente:
chi possiede ogni risposta pronta e ricorrente,
o chi, pur senza certezze e senza approdo,
ha il coraggio di cambiare ancora il modo?
Non sarà un codice di intelligenza artificiale
a decidere chi siamo, saremo noi,
con ogni gesto che compiamo:
in ogni clic,
in ogni parola detta,
in ogni scelta libera,
mai costretta.
Il futuro non si scrive con un tasto,
si costruisce piano,
passo dopo passo.
Il codice più forte, quello vero,
non vive nei computer, ma nel pensiero.
La vera rivoluzione
non è stato creare una macchina capace di ragionare,
ma dimostrare ancora, senza sconto,
che l’uomo è in grado di pensare per proprio conto.
E se un giorno una macchina, indecisa,
mi chiederà cos’è la vita e il suo tormento,
non potrò darle una risposta precisa:
le parlerò della vittoria e del fallimento.
Le parlerò degli errori commessi,
delle certezze che mutano nei giorni stessi,
del passo esitante e del suo tremore,
del dubbio che nasce in un solo minuto, e muore.
Le parlerò degli affanni attraversati,
degli abbracci che ci tengono legati,
perché una formula, pur geniale e potente,
nasce da un calcolo, non da un cuore che sente.
Ma l’umanità, per restare sé stessa e vera,
ha bisogno di un cuore che ancora spera,
di un’empatia che nessun codice misura
ed a mio avviso, sarà sempre lei
a indicarci la strada e la giusta cura.