L'ultima cena

scritto da Giosafat
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- Nota dell'autore Giosafat

Testo: L'ultima cena
di Giosafat

Dodici amici, ho invitato, stasera,
prima di dare l'addio a questo mondo:
l'indiscrezione ora più non nascondo,
seppur intrisa di cronaca nera.

Pietro vaneggia ma guida le danze,
tutti gli affidano il loro pensiero
pur prevedendo un giudizio severo;
lui li ricambia con vane speranze.

Poi c'è Giovanni, da me prediletto,
giovane aitante con poca esperienza
che appena fuori dall'adolescenza
diventerà mio parente diretto.

Giacomo, intanto, chiamato "il maggiore",
che di Giovanni risulta congiunto,
nel palesare quel suo disappunto
non può celare gli sbalzi d'umore.

Poi viene Andrea, ch'è di Pietro il fratello,
e fu tra i primi ad entrare in brigata;
è il più affidabile della nidiata
nonché colui su cui grava il fardello.

Filippo, invece, di lor paesano,
tiene la cassa dei fondi raccolti
colma di debiti ad oggi irrisolti
grazie al suo stile di vita malsano.

Bartolomeo, che m'è poco piaciuto
quando di me non s'è affatto fidato,
col cuore in mano s'è infine scusato
mortificandosi per l'accaduto.

Poi c'è Matteo, l'esperto di finanza,
che dei tributi è un grande luminare,
ma quando giunge il tempo di saldare,
prevale un'irritante noncuranza.

Ora Tommaso vuole analizzare 
l'intero resoconto delle spese;
la sua mania d'alzare le difese 
è troppo radicata, a quanto pare.

Quell'altro Giacomo, detto "il minore",
dicon che sia mio fratello taciuto,
posto a segreto fin quando ho potuto
e concepito in total disonore.

Giuda Taddeo, mi duole dover dire,
è un caso fortemente disperato,
da sempre oltremisura ossessionato
da tutto ciò che non può conseguire.

Simone è quell'amico a cui rivelo
le velleità, i segreti e le intenzioni,
ma a furia di banchetti e di cenoni
su quei segreti s'è squarciato il velo.

Giuda Iscariota ha solo una mancanza:
non sa tacere quando occorre farlo
e dunque son pervaso da 'sto tarlo
che mi persuade a chiuder qui la danza.

Pertanto andate pure, cari amici,
voltatemi le spalle, se volete,
ma quando giungerò ad eterna quiete
vi troverete ad esser più felici?

L'ultima cena testo di Giosafat
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